Sorpresi alla guida in stato di ebbrezza: 13 denunciati nel Pordenonese
Nelle ultime settimane i carabinieri di Pordenone, Sacile e Spilimbergo hanno intensificato i controlli. Diversi gli episodi in cui i conducenti si sono riufiutati di sottoporsi agli accertamenti: in quel caso scattano le sanzioni più pesanti

Nelle ultime 6 settimane, i carabinieri di Pordenone, Sacile e Spilimbergo hanno condotto un'intensa attività di controllo del territorio sulle arterie stradali della provincia, finalizzata a prevenire e reprimere le condotte di guida pericolose.
Il bilancio finale è di 13 conducenti denunciati a piede libero per guida in stato d’ebbrezza. A tutti loro è stata anche ritirata la patente di guida, a seguito di accertamenti etilometrici o per essersi rifiutati di sottoporvisi. In molte occasioni, le pattuglie dell'Arma sono dovute intervenire d'urgenza a seguito di sinistri stradali causati proprio dall'alterazione psicofisica di chi sedeva al volante.
Gli incidenti causati da alterazione psicofisica del conducente
Nel comune di Brugnera, si sono registrati tre episodi: nel corso della nottata del 25 maggio, un 33enne italiano è stato sorpreso positivo all'alcoltest alla guida della propria Audi A3; il 27 giugno, un 33enne rumeno è rimasto coinvolto in una fuoriuscita autonoma al volante di una BMW X5; infine, nella serata del 28 giugno, un 57enne italiano ha causato un incidente stradale mentre era alla guida di una BMW 318.
Fuoriuscite autonome dovute all’alcol
Lunga è anche la lista delle fuoriuscite stradali autonome causate dall'abuso di alcolici. A Spilimbergo, il 23 maggio, un 36enne rumeno ha perso il controllo della sua Audi A5 andandosi a schiantare contro le barriere di una roggia. A Cordovado, nel pomeriggio dello stesso giorno, un 48enne italiano è uscito autonomamente di strada con una Mini Countryman. Analoga dinamica anche a Vivaro, doveil 7 giugno, un 58enne cittadino britannico è finito fuori dalla carreggiata stradale con una Fiat Punto, e a Pasiano di Pordenone, dove il 14 giugno un 38enne americano ha causato un sinistro autonomo con una Ford Kuga. A Zoppola, nel corso della notte del 13 giugno, un 21enne italiano ha perso il controllo della sua Hyundai Tucson.
Incidente in bici
Gli incidenti non hanno risparmiato le due ruote: a Porcia, il 10 giugno, una 31enne a bordo di una bicicletta è rimasta coinvolta in un sinistro e, una volta trasportata in ospedale, si è rifiutata di sottoporsi agli accertamenti tossicologici e alcolemici, rimediando così il deferimento e la massima sanzione.
Guida in stato di ebbrezza
L’attività preventiva dei carabinieri ha permesso di intercettare conducenti alterati prima che potessero causare conseguenze peggiori. A Montereale Valcellina, il 20 giugno, grazie alla segnalazione al 112 di un privato cittadino, che aveva notato un'auto sbandare vistosamente, i militari hanno fermato un 52enne di origini ghanesi alla guida di una Dacia Duster, risultato positivo.
Nel corso della nottata del 13 giugno, a San Quirino, è stato sanzionato un 40enne italiano al volante di una Mini Cooper, risultato positivo all'alcoltest nonostante avesse già la patente gravata dal provvedimento “zero alcool”. A Polcenigo, il 29 giugno, i controlli hanno fermato un 42enne italiano su una VW Passat, mentre ad Azzano Decimo, il 21 giugno, i militari hanno ritirato la patente a una 57enne somala sorpresa in stato di ebbrezza alla guida di una Mitsubishi.
Rifiuto di sottoporsi all’accertamento
Un cenno particolare merita il rifiuto di sottoporsi all'accertamento da parte dei conducenti. In questo caso la legge non prevede sconti: chi si oppone al test va incontro alle sanzioni previste per la soglia massima di alterazione (Fascia C), ovvero la denuncia penale, punita con un'ammenda da 1.500 a 6.000 euro, l'arresto da sei mesi a un anno, la sospensione della patente da sei mesi a due anni e la confisca del veicolo di proprietà, unitamente alla revoca del documento di guida in caso di recidiva nel biennio.
Le sanzioni sono raddoppiate se il conducente provoca un incidente stradale e aumentate da un terzo alla metà se il reato viene commesso in orario notturno, tra le 22 e le 7. Per i neopatentati e i conducenti professionali vige invece la regola della “tolleranza zero”: il limite consentito è di 0,0 g/l, con pene aumentate in tutti i casi.
L'Arma dei Carabinieri ribadisce che la guida in stato di alterazione mette a grave rischio l'incolumità propria e degli altri utenti della strada e rappresenta una delle principali cause di mortalità sulle strade.
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