Referendum, per la prima volta niente distinzione uomo donna ai seggi: a votare c’è anche Anita, 101 anni

Seggi affollati in città e provincia: votano in 73 mila. La centunenne al voto allo Stellini: «Un diritto mai trascurato dal 1946»

Alessandro Cesare
La signora Anita al seggio
La signora Anita al seggio

La sorpresa più grande, per presidenti, segretari e scrutatori delle 98 sezioni del comune di Udine, è il via vai di persone. Se di solito, per un referendum, negli ultimi anni, ci sono stati ampi margini per annoiarsi, questa volta l’affluenza è stata addirittura superiore (questa la percezione ai seggi al di là delle percentuali ufficiali) rispetto alle elezioni politiche e amministrative.

Un trend che ha accomunato non solo le 95 sezioni “classiche”, ricavate nelle scuole e negli istituti cittadini, ma anche quelle aperte nell’ospedale Santa Maria della Misericordia e nell’Asp La Quiete per dare modo ad ammalati, infermi e anziani di poter esercitare il loro diritto al voto, oltre che nel carcere di via Spalato. Il Comune di Udine, in aggiunta, come ha ricordato il dirigente del Servizio demografico Rodolfo Londero, ha predisposto 6 “uscite” per il voto a domicilio.

Nel complesso la consultazione referendaria per la riforma della giustizia, in città, sta coinvolgendo 73.505 elettori potenziali, che salgono a 413.056 in tutta la provincia di Udine. Le sezioni elettorali sono 608.

A Udine i neo maggiorenni (nati quindi nei primi tre mesi del 2008) sono 170, gli ultracentenari che possono votare sono 78, con la più anziana che ha 106 anni. Tra coloro che hanno superato il secolo di vita, non ha voluto mancare all’appuntamento con le urne la signora Anita Marini, 101 anni compiuti, che ieri mattina si è recata al seggio numero 18 ricavato nel liceo Stellini di piazza Primo Maggio per esprimere la sua preferenza. Un diritto conquistato nel 1946 con l’avvento della Repubblica e mai trascurato dalla signora Anita. Un attaccamento dimostrato anche da molti altri over 90 che con orgoglio si sono presentati al seggio.

A Beivars, ad esempio, una donna classe 1936 ha esclamato al presidente di seggio: «Quando la Repubblica chiama, io voto. Anche se è un quesito difficile: è il bello della democrazia».

Tra le novità del referendum (con una capillarità a livello nazionale) c’è la cancellazione della distinzione di genere: i registri degli scrutatori non sono più suddivisi in maschi e femmine ma sulla base della lettera del cognome, dalla A alla L e dalla M alla Z. Una novità, pare, apprezzata.

Le ultime sono state giornate di grande lavoro per gli uffici del Comune: in una settimana sono state rilasciate 622 tessere elettorali e che si è dovuto provvedere alla nomina di 535 persone tra presidenti, segretari e scrutatori. Tra questi non sono mancati i consiglieri comunali impegnati nelle varie sezioni, di maggioranza e di opposizione: Iacopo Cainero, Giovanni Barillari, Antonella Eloisa Gatta, Lorenzo Croattini. Si potrà votare anche oggi, dalle 7 alle 15. Subito dopo la chiusura dei seggi prenderà il via lo scrutinio.

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