Pordenone, seggi spostati per i lavori ma tanti non lo sapevano: disagi nonostante la campagna di comunicazione del Comune

Il sindaco Basso ha votato in mattinata «In città campagna esemplare per i toni e il fair play»

Massimo Pighin
Il sindaco Basso vota a Pordenone
Il sindaco Basso vota a Pordenone

La prima delle due giornate di voto per il referendum sulla giustizia non ha fatto registrare particolari criticità nel Friuli occidentale. Qualche disagio c’è comunque stato. È accaduto, ad esempio, a Pordenone, nel quartiere di Rorai Grande, dove lo spostamento dei seggi per la presenza di un cantiere ha disorientato diversi residenti. Questo nonostante, come ha fatto notare qualche abitante della zona, gli avvisi fossero affissi da tempo.

Non è bastato: dall’apertura dei seggi e per alcune ore, in molti si sono recati al seggio abituale, nella scuola primaria in via Maggiore, per poi doversi recare nel prefabbricato allestito in via del Pedron. Come confermato da alcuni presidenti di seggio, sono stati numerosi i cittadini che non erano a conoscenza della situazione: con il passare delle ore, il numero si è sensibilmente ridotto, verosimilmente anche grazie al passaparola.

Sempre per quanto concerne le sezioni elettorali allestite nel prefabbricato di via del Pedron, alcuni scrutatori si sono lamentati per la presenza di odori. Un problema non trascendentale, a detta degli stessi operatori, ma comunque impattante, nell’arco della giornata.

Il sindaco di Pordenone, Alessandro Basso, ha invece votato nei seggi allestiti alla scuola primaria Gabelli, nel centro della città. Basso si è presentato ai seggi alle 11.30 assieme al compagno Loris Bazzo, primo cittadino di Carlino.

Poco dopo aver votato, il sindaco pordenonese ha operato alcune riflessioni. «Il tema è molto complesso – ha detto Basso –. A Pordenone la campagna referendaria è stata esemplare, per i toni, le modalità e il fair play con cui è stata giocata, anche, ad esempio, negli spazi informativi durante il mercato.

n qualche modo ha smosso le coscienze per informarsi su un argomento non popolare, non facile, non particolarmente gestibile: è un segnale della voglia della città di andare nella direzione del civismo. Amplia il concetto di capitale, legato a Pordenone Capitale italiana della Cultura 2027, anche sotto questo punto di vista».

Rispetto ai problemi che si sono registrati nella sezione elettorale pordenonese di Rorai Grande, quindi, il sindaco ha aggiunto: «Sentirò il dirigente del settore per capire se il piano informativo sta funzionando e se, eventualmente, intensificare la campagna di comunicazione. In presenza di un cantiere, va comunque detto, abbiamo inevitabilmente dovuto spostare i seggi», ha affermato, in conclusione, il primo cittadino di Pordenone nel commentare il problema.

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