Adottata dopo gli abusi, famiglia assolta

Suo padre, sua madre e suo nonno erano stati accusati di aver abusato di lei quando aveva appena sette anni. Loro sono stati accusati di violenza sessuale nei confronti della piccola e ieri il tribunale li ha assolti, ma nel frattempo la piccola è stata dichiarata in stato di abbandono e adottata da un’altra famiglia.
A raccogliere quelle accuse erano stati gli insegnanti della piccola. E i familiari sono finiti davanti ai giudici del tribunale di Udine, riunito in composizione collegiale (presidente Carla Missera a latere Matteo Fraioli ed Emanuele Carlisi). Nella sua requisitoria il pubblico ministero Claudia Finocchiaro ha chiesto per il padre e il nonno una condanna a sei anni e otto mesi di reclusione, e a cinque per la madre.
I fatti sarebbero accaduti nel corso del 2009. Disse che il nonno, un uomo di 72 anni, l’avrebbe toccata ripetutamente, sulla scia di quei racconti la Procura aprì un fascicolo e partirono le indagini. Gli esami clinici cui la bimba fu sottoposta confermarono lesioni interne compatibili con un abuso, ma la bimba al tempo fu dichiarata inadatta ad essere sottoposta a incidente probatorio. Su istanza della pubblica accusa il giudice per le indagini preliminari Paolo Alessio Vernì archiviò il fascicolo.
Nel frattempo però, a marzo 2011 dalla bimba arrivarono nuove dichiarazioni e fu chiesta la riapertura delle indagini. Fu a quel punto che nel registro degli indagati finirono pure la madre di 45 anni e il padre di 44. Nel dicembre del 2011 su indicazione del gip fu disposto l’incidente probatorio sulla bimba, sottoposta quindi a perizia psichiatrica. Nell’udienza preliminare la precedente difesa chiese la celebrazione del rito abbreviato condizionato all’audizione di quattro esperti, ma il gup rigettò l’istanza e dispose il rinvio a giudizio per tutti e tre gli imputati. Da allora il processo ha preso il via.
La tesi del collegio difensivo, composto dagli avvocati Emanuele Sergo, Giuseppe Silvestro e dall’esperto in psicologia giuridico-forense Igor Castellarin, si è articolata sia sugli aspetti clinici sostenendo che quelle lesioni dichiarate come conseguenza di un abuso potevano anche essere l’esito di altre patologie, sia sul profilo psicologico della bambina affetta da ritardo. La difesa ha anche elencato successive violazioni ai protocolli. «I servizi sociali – sostiene l’avvocato Sergo – prima comunicarono al pm che la bimba non era idonea a essere sottoposta a incidente probatorio poi, a partire dall’ottobre 2010, la sentirono per una decina di volte senza registrazioni audio e video, comunicando il tutto a cinque mesi di distanza».
Argomentazioni queste che hanno convinto i giudici a mandare assolti tutti e tre gli imputati perché “il fatto non sussiste”. Dal 2009 però, la piccola è stata allontanata dai genitori, quindi assegnata a una comunità. È stata affidata a una famiglia per un breve tempo e dopo il rientro in comunità è stata dichiarata in stato di abbandono, quindi è scattata l’adozione da parte di un nuovo nucleo familiare, tutto ciò nonostante la zia e suo marito avessero presentato istanza di adozione.
Ora, il padre e la madre sono decisi a chiedere la revisione del processo civile e a riottenere l’affidamento della bambina.
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