Addio all'ipertensione refrattaria: a Pordenone l'operazione che azzera i rischi di infarto e ictus

Primato regionale per la Cardiologia giuliano-friulana: come funziona la tecnica mininvasiva che rimodula la pressione arteriosa

Per la prima volta nella Struttura complessa di cardiologia dell’ospedale di Pordenone, diretta dalla dottoressa Daniela Pavan, è stato eseguito un innovativo intervento di denervazione renale (Rdn).

La procedura, di fondamentale importanza per il trattamento dell’ipertensione arteriosa refrattaria, è stata condotta su due pazienti dal dottor Stefano Cortesi dell’equipe di Emodinamica interventistica, coordinata dal dottor Andrea Pascotto.

Con questa operazione, l’ospedale di Pordenone si attesta come il primo centro in regione ad aver eseguito tale tipologia di procedura. L’eccellente risultato clinico è stato raggiunto grazie alle elevate competenze mediche e infermieristiche dell’equipe di Emodinamica interventistica della cardiologia, e alla collaborazione con il reparto di Nefrologia.

Il progetto è destinato a crescere ulteriormente, grazie al già confermato coinvolgimento dei reparti di Medicina interna.

Nonostante i progressi della ricerca scientifica negli ultimi trent’anni nella diagnosi e nel trattamento delle patologie cardiovascolari, queste rappresentano ancora oggi la causa del 50% dei decessi nei Paesi industrializzati. L’ipertensione arteriosa costituisce il più importante substrato fisiopatologico per lo sviluppo dell’aterosclerosi e delle sue complicanze. I pazienti affetti da ipertensione severa corrono un rischio elevatissimo: la mancata riduzione dei valori pressori sotto la soglia di 140/90 mmHg espone a una probabilità superiore al 40% di essere colpiti precocemente da ictus cerebrale, infarto del miocardio e insufficienza renale. Per i pazienti che non traggono benefici dai farmaci tradizionali, la ricerca ha sviluppato la denervazione renale.

I segnali provenienti dal sistema nervoso simpatico diretti ai reni controllano l’emodinamica periferica regolando il flusso sanguigno renale, la ritenzione di sali e l’attività del sistema renina-angiotensina. A loro volta i segnali afferenti dai reni al sistema nervoso simpatico scatenano meccanismi di regolazione globali, che possono causare in individui sensibili una stimolazione eccessivamente elevata. Tale eccesso di stimolazione è strettamente correlato all’ipertensione arteriosa.

La denervazione renale si propone di interrompere radicalmente la trasmissione di impulsi tra cervello e reni con l’obiettivo di modulare il controllo della pressione arteriosa. Si tratta di un intervento eseguito attraverso la puntura di una delle arterie femorali, in corso di sedazione profonda, attraverso l’erogazione di una radiofrequenza per mezzo un catetere ablatore.

Questo intervento ha un eccellente profilo di sicurezza.

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