Addio all’avvocato Nereo Battello

Fino all’ultimo era stato in aula, tra i banchi di quel Tribunale che conosceva come pochi. E fino all’ultimo si era speso per la Politica, quella con la p rigorosamente maiuscola: a 88 anni si era speso attivamente per il Sì al referendum costituzionale dello scorso 4 dicembre, convinto che qualcosa potesse davvero cambiare.
Nereo Battello se n’è andato. All’improvviso, colto giovedì sera nella sua casa di via Rossini da un malore che non gli ha lasciato scampo. Avvocato e giurista insigne, aveva difeso con il collega Roberto Maniacco, scomparso lo scorso anno, i sei ragazzi goriziani incarcerati e rinviati a giudizio per la strage di Peteano. Il collegio difensivo, capeggiato proprio da Battello, sviluppò una tesi difensiva che poggiava su un attacco frontale al modo in cui era stata condotta l’inchiesta e ai depistaggi che l’avevano caratterizzata. E i ragazzi vennero assolti. Difese poi Franco Basaglia, di cui era personale amico, nel processo per il caso Savarin che, dimesso dal manicomio di Trieste, uccise i genitori.
Vasto il cordoglio in città. Perchè Battello non era soltanto autorevolissimo uomo di legge: aveva affiancato costantemente due altre passioni, anzi, vocazioni. La prima: la politica. Entrato nel comitato federale del Pci isontino con il 3° congresso federale, Battello fu consigliere comunale per quasi vent’anni e regionale. E infine senatore, dal 1983 al 1992. A Palazzo Madama, fu protagonista di alcuni dei momenti più intensi della vita parlamentare di quegli anni come componente della Commissione d'inchiesta sulla P2 e poi della Commissione stragi. Ma contribuì anche ai lavori della Commissione parlamentare incaricata di esprimere il parere sul lavoro di stesura del nuovo Codice di procedura penale.
E poi il cinema. Era presidente dell’associazione Sergio Amidei e proprio lui era stato tra i promotori dell’omonimo premio dedicato alla miglior sceneggiatura cinematografica. Colto intenditore della materia, non ha saltato un’edizione della rassegna, intervenendo puntualmente agli appuntamenti del festival.
«Era una persona con cui i confronti erano sempre stimolanti e di alto livello – ha indicato il primo cittadino –. L’avevo visto solo un paio di giorni fa e mi sembrava in forma, come sempre. Sicuramente ci mancherà», il ricordo del sindaco Ettore Romoli. «Battello si è impegnato politicamente fino all'ultimo, partecipando attivamente a numerose iniziative politiche promosse dal Partito democratico locale - ricorda il segretario provinciale Marco Rossi - ed è per noi un esempio altissimo di impegno politico, un autentico riformista che ha saputo mettere la propria faccia su importanti e difficili battaglie civili. Battello la faccia l'aveva messa fino alla fine, fino ad assumere la guida del Comitato promotore del Sì al referendum costituzionale, con il quale aveva presentato diverse iniziative in città nel corso del 2016 fino allo scorso mese di novembre».
Battello lascia la moglie Nevenka e il figlio Vanek, avvocato come il padre.
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