Addio al “padre” dei ferrovieri: dedicò la vita ai più deboli

Bruno Moretti, 93 anni, macchinista e partigiano, era sopravvissuto a un attacco titino. Il figlio: in stazione fece installare la lapide in ricordo dei caduti per cause di servizio

UDINE. Era uno degli ultimi partigiani ancora in vita in Friuli Venezia Giulia. Anima dell’associazione ferrovieri, Bruno Moretti, commendatore della Repubblica e grande invalido del lavoro, è morto il giorno di Ferragosto, all’ospedale Santa Maria della Misericordia, per un improvviso aggravarsi delle sue condizioni di salute.

Aveva 93 anni. Faceva parte dell’associazione partigiani, che, in passato, gli aveva anche consegnato una medaglia per il suo impegno e, negli anni della giovinezza, aveva fatto parte della Brigata Osoppo.

Bruno Moretti abitava nella zona di Planis, in via Petitti di Roreto. Era figlio di un ferroviere, Annibale, e di una casalinga, Licia. Aveva lasciato gli studi all’età di 16 anni e aveva cominciato a lavorare come macchinista nelle ferrovie. Il figlio, Roberto, con la voce rotta dall’emozione, ricorda: «Mio padre nacque nel 1926 a Pavia di Udine.

Nel 1949 sposò mia mamma Licia. Si trasferì a Reana del Rojale durante la guerra e nel 1959 si spostò, assieme alla famiglia, a Tricesimo mentre nel 1969 si trasferì in città. Ha avuto una vita non certo facile. È sopravvissuto a morte certa quando i titini fecero saltare in aria il treno a vapore sul quale stava viaggiando come aiuto macchinista. Rimase ferito a una gamba ma riuscì a sopravvivere.

Per tutta la vita si è impegnato per tutelare i diritti dei più deboli». Bruno lottò a lungo per riuscire a riconoscere la pensione alle vedove dei ferrovieri che morivano per malattie o cause di servizio. Per una decina d’anni fu presidente degli invalidi e dei caduti delle ferrovie.

«Ha fatto di tutto, anche dopo la pensione – aggiunge il figlio –, per far avere una lapide a ricordo dei caduti per cause di servizio. Una volta ottenuta la lapide si era fatto da parte. Ho un bellissimo ricordo di mio padre. Un uomo severo, una persona tutta d’un pezzo, che ci ha trasmesso i veri valori e ci ha insegnato a lottare per ottenere ciò in cui crediamo davvero».

Bruno aveva due sorelle, Bruna, che è deceduta, e Wilma. Oltre il figlio Roberto, lascia la nuora Gabriella, la nipote Veronica. In tanti, ieri, l’hanno salutato per l’ultima volta nella cappella dell’ospedale. Riposa nel cimitero di Tricesimo». Il consigliere regionale ed ex sindaco del capoluogo friulano, Furio Honsell, ricorda con affetto il partigiano. «Lo conoscevo. Era una persona impegnata nel sociale con l’associazione ferrovieri. È stato un partigiano meritevole».

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