Addio ad Amelia, barista e vedova di una gloria del calcio

Suo figlio Paolo Vicich era per tutti il “re” dei tramezzini. Ed è così che è stato ricordato quando, nell’agosto del 2016, una malattia lo ha strappato alla vita a soli 61 anni. Ora, a congedarsi è stata anche lei, Amelia De Lorenzi, che di anni ne aveva appena compiuti 90 e che il Covid si è portata via nel giro di una settimana appena. In città, anche dopo che una decina d’anni fa aveva chiuso il bar “Vicich”, l’ex premiata pasticceria “Quendolo” di via Mercatovecchio di cui era stata contitolare per mezzo secolo con il marito Oscar, chi la incontrava la salutava ancora come «la signora dei toast». Quelli buoni, divorati dalla Udine bene legata alle migliori tradizioni culinarie e salottiere.
Anche di lei, da ieri mattina, non restano che un album pieno di ricordi e il rimpianto di avere perso un’udinese doc, testimone preziosa di un pezzo della storia cittadina e dei suoi protagonisti. «È sempre stata gentile e affabile con i clienti e molto affettuosa con il personale», dice la figlia Cristina, ancora incredula per la rapidità con cui la malattia si è manifestata e ha fatto il suo corso. «Stava bene, il 19 febbraio avevamo festeggiato il suo compleanno e ci sentivamo regolarmente – continua –. Era stata ricoverata sabato 13, perché aveva la polmonite. Ma accusava soltanto tosse e qualche problema respiratorio. Quando, lunedì, mi ha chiamata non aveva febbre e pareva anzi prossima a essere trasferita in una residenza per anziani. E invece poi la situazione è precipitata. Proprio lei, che era una battagliera – aggiunge –, ha finito per soccombere a un virus fulminante».
Vedova di Oscar, l’ex terzino dell’Udinese che negli anni Cinquanta faceva coppia con Zorzi, Amelia abitava da sola in largo dei Pecile, dov’era ben voluta e ammirata anche per il suo essere sempre attiva e presente. «Nel loro bar – ricorda ancora Cristina – è passata la migliore clientela della Udine di allora, tra professionisti, scrittori e sportivi, oltre alle tante generazioni di bambini diventati oggi a loro volta noti professionisti».
Il destino ha voluto che il ciclo della sua vita si chiudesse là dove tanto tempo aveva trascorso. «È stata ricoverata per una settimana e infine ci ha lasciati all’ospedale di Palmanova – continua la figlia –. E cioè proprio nella città in cui aveva vissuto per anni, prima del matrimonio, lavorando con la famiglia al famoso bar Sorarù».
Con la sua scomparsa, Amelia lascia oltre a Cristina, con il marito Sandro, il fratello Giancarlo. A causa delle restrizioni Covid, il funerale sarà celebrato in forma privata. Per informazioni, si può contattare la figlia al numero 338.5877497. —
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