Addio a Toni Paglietti, per tutti “il presidente”

spilimbergo. La città del mosaico perde una delle sue figure più popolari, che si era saputa far apprezzare per le doti di simpatia e altruismo. A 82 anni è morto Antonio, per tutti Toni, Paglietti. La notorietà gli derivava sì dal tipo di lavoro che svolgeva nell’azienda di famiglia, ma anche dalla generosità che lo ha portato a dedicare molto tempo alla comunità.
Con il fratello Mario è stato a lungo titolare delle Onoranze funebri Paglietti, una fra le più antiche imprese del settore d’Italia, fondata nel 1849 da un altro Antonio, al quale seguì il figlio Pietro e che, di generazione in generazione, è ora passata nelle mani di Bruno.
Negli anni Settanta aveva adibito a taverna “sui generis” uno spazio ricavato all’interno del magazzino dell’impresa che si trovava nel centro storico. Davanti a un buon calice di vino, e accanto alle pile di bare in vendita, si ritrovavano quasi settimanalmente amici, letterati e artisti, friulani e non soltanto, per trascorrere una serata in compagnia, tra battute e discussioni sui temi più svariati. Ogni ospite lasciava il proprio ricordo scrivendo ciò che si sentiva su una tavoletta di legno che veniva poi appesa alle pareti. Da questa esperienza verranno pubblicati i “Librus” di via Manin 18, raccolta di brevi testi di alcuni poeti friulani.
Un’altra grande passione di Toni Paglietti è stato il calcio: seguendo le esperienze sportive dei figli Paolo e Bruno ha dedicato tanti fine settimana alle squadre dell’Unione sportiva Spilimbergo, società della quale è stato per anni dirigente, oltre che tifoso e speaker nelle partite della prima squadra. La sua presenza allo stadio Giacomello non passava inosservata. Con la sua carica di simpatia sapeva trasmettere entusiasmo ai giocatori biancazzurri di qualsiasi età, dai più piccoli ai più grandi.
La sua passione è proseguita negli anni Novanta con la squadra di amatori Real Sociedad, sempre seguendo i figli, che ha rappresentato, assieme alla sua taverna di via Manin, un punto di riferimento per tanti. Per tutti a Spilimbergo lui resterà “il presidente”.
Dalla fine degli anni Novanta gravi problemi di salute, pur superati, lo hanno costretto a una vita molto ritirata, dedicata quasi esclusivamente alla sua famiglia: la moglie, i figli, le nuore e le due nipoti. Negli ultimi mesi ulteriori complicazioni alla salute già compromessa hanno determinato un aggravarsi delle condizioni e causato grandi sofferenze. Alla fine, il suo spirito di combattente ha ceduto. Lascia la moglie Luciana, i figli Paolo e Bruno, il fratello Mario, le nuore Caterina e Monica, le nipoti Chiara, Alice, Annalisa, la cognata. Ma tutta la comunità spilimberghese sentirà la sua mancanza e in tanti vorranno onorarne la memoria e dargli un ultimo saluto in occasione dei funerali.
La cerimonia funebre sarà celebrata oggi, alle 15, nella chiesa dei Santa Giuseppe e Pantaleone, dove ieri sera è stato recitato il rosario. —
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