A Udine la prima unione civile gay dell'era leghista

Nel palazzo dell’anagrafe due uomini hanno coronato il loro sogno d’amore. Il primo cittadino Fontanini: noi rispettiamo le regole, c'è una legge anche se la penso diversamente
Foto Daniele Leone / LaPresse 18/10/2014 Roma, Italia Cronaca Ignazio Marino regista 11 matrimoni gay, Campidoglio
Foto Daniele Leone / LaPresse 18/10/2014 Roma, Italia Cronaca Ignazio Marino regista 11 matrimoni gay, Campidoglio

UDINE. Non hanno voluto finire sotto i riflettori, in occasione del loro giorno speciale hanno preferito la riservatezza: un momento soltanto per loro, da non condividere né con i familiari e gli amici né tantomeno con i media.

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Due uomini, residenti fuori provincia, hanno scelto Udine per coronare il loro sogno d’amore ufficializzando la loro relazione davanti soltanto ai due testimoni, un uomo e una donna.

A formalizzare la prima unione civile dell’era Fontanini è stata, lunedì 21 maggio, Elisabetta Marioni, consigliere della Lega che aveva ricevuto in mattinata la delega dal primo cittadino, impegnato nella formazione della nuova giunta.

«Dal punto di vista umano, sono molto contenta di aver celebrato questa unione – ha riferito Marioni –, per me è stata la prima esperienza e mi sono emozionata.

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Rotto il ghiaccio, mi sono sentita a mio agio e ho letto la formula. In base alla legge Cirinnà, è chiaro che un’amministrazione comunale deve celebrare le unioni civili tra persone dello stesso sesso esattamente come fa per i matrimoni civili tradizionali».

Anche se la Lega Nord, per tradizione, non ha mai simpatizzato con le nozze gay, puntando invece su famiglia e unioni convenzionali, nulla può contro una legge dello Stato.

«C’è una norma e noi ne prendiamo atto – ha assicurato il sindaco Pietro Fontanini–: non vedo dove sia il problema. Nonostante la nostra opinione diversa al riguardo, siamo rispettosi delle norme e non agiremo nell’illegalità. Il ruolo di “celebrante”, inoltre, è stato affidato a una donna perché desideriamo che abbiano ruoli importanti».

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I due uomini hanno scelto la sala matrimoni del palazzo comunale che ospita l’anagrafe, in via Beato Odorico da Pordenone 1, per scambiarsi le reciproche promesse.

La legge 76 del 20 maggio 2016 determina i diritti, i doveri e gli obblighi che derivano dalla costituzione dell’unione civile tra persone dello stesso sesso. In particolare – come sottolineato dall’articolo 1, comma 11 – «le parti acquisiscono gli stessi diritti e assumono i medesimi doveri, dall’unione civile deriva l’obbligo reciproco all’assistenza morale e materiale e alla coabitazione.

Entrambe le parti sono tenute, ciascuna in relazione alle proprie sostanze e alla propria capacità di lavoro professionale e casalingo, a contribuire ai bisogni comuni».

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Mentre il comma 12 stabilisce che «le parti concordano tra loro l’indirizzo della vita familiare e fissano la residenza comune, a ciascuna delle parti spetta il potere di attuare l’indirizzo concordato».

E venerdì 25, davanti all’ufficiale di Stato civile, che dovrebbe essere la stessa Marioni, saranno invece due donne a sancire la loro unione.

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