Matrimonio gay, due quarantenni sacilesi sposi in municipio

La cerimonia celebrata a Vittorio Veneto. Riserbo sull’identità della coppia, legata ormai da anni
20061205 - PADOVA - CRO - PACS: APPROVATA A PADOVA ANAGRAFE COPPIE DI FATTO - Una coppia gay si tiene per mano. Padova sara' la prima citta' italiana dove le coppie di fatto sia etero che omosessuali potranno ottenere il riconoscimento anagrafico. Lo prevede una mozione approvata in nottata dal consiglio comunale. GIULIA MUIR - ANSA ARCHIVIO - I52
20061205 - PADOVA - CRO - PACS: APPROVATA A PADOVA ANAGRAFE COPPIE DI FATTO - Una coppia gay si tiene per mano. Padova sara' la prima citta' italiana dove le coppie di fatto sia etero che omosessuali potranno ottenere il riconoscimento anagrafico. Lo prevede una mozione approvata in nottata dal consiglio comunale. GIULIA MUIR - ANSA ARCHIVIO - I52

SACILE. Prima unione civile in provincia di Treviso. Davanti al rappresentante del Comune si sono uniti in matrimonio due sacilesi sui 40 anni, legati ormai da anni. La cerimonia a Vittorio Veneto, in municipio, il giorno dopo ferragosto. Si sa poco degli sposi, perché hanno chiesto e ottenuto il massimo riserbo.

I due neosposi non hanno voluto mai palesare la loro relazione, se non ai parenti stretti e agli amici più fidati. Da qui la decisione del matrimonio fuori paese. Comuni amici li hanno invitati a farlo a Vittorio Veneto, conoscendo gli amministratori locali.

A indossare la fascia tricolore è stato Giovanni Napol, assessore alle finanze, non nuovo a queste cerimonie. Ai riti civili provvedono un po’ tutti i componenti della giunta, a cominciare dal sindaco Roberto Tonon. In questo caso la scelta è caduta su Napol esclusivamente per l’amicizia con quanti gli hanno chiesto il favore di celebrare il matrimonio.

«Ho l’impegno alla riservatezza, non dirò una virgola più del necessario» anticipa Napol, limitandosi a raccontare che «si è trattato di una cerimonia semplice», senza esibizionismi. «Sono felicemente sposato e ho dei figli, credo nella famiglia tradizionale e lavoro, anche come amministratore e politico, per la sua stabilità – puntualizza Napol – ma ritengo che una coppia omosessuale abbia il pieno diritto a vedersi riconosciuti i diritti civili (non è un bisticcio di parole), senza accampare motivazioni ideologiche. Né loro, ovviamente, né noi».

Vittorio Veneto è una tra le città più tradizionali della Marca, è antica sede di diocesi ( cui fa riferimento Sacile) e i valori cattolici hanno impregnato il vissuto quotidiano dei suoi cittadini. Questo radicamento, però, non è stato motivo di chiusura civile, politica o culturale.

Anzi, sul piano politico Vittorio Veneto è stato un laboratorio di anticipazioni: dal rapporto tra Dc e Psi, al compromesso storico, finanche alla nascita della Lega. La giunta vittoriese, seppur di centrosinistra, è composta da cattolici, la maggior parte praticanti, lontani dalle sfide laiche. «Sono sicuro che nessuno chiederà conto del mio comportamento, anche perché ritengo che la stabilizzazione delle coppie sia comunque un valore» chiosa Napol.

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Argomenti:diritti civili

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