A Udine arrivano le panchine anti-bivacco (ma nessuno lo vuole dire)

UDINE. Si sono rifatte il look, diventando le prime panchine anti-bivacco della città. Una novità per Udine, non per altri capoluoghi come Roma, Piacenza, Bologna e Genova, dove amministrazioni comunali di diverso colore politico le hanno collocate per impedire a clochard e migranti di sdraiarcisi sopra.
A Udine, però, guai a “bollare” le panchine di piazzetta del Pozzo come anti-bivacco. Perché i braccioli in ferro che sono stati aggiunti, come spiega il sindaco Pietro Fontanini, «servono per consentire a chi si siede di stare più comodo».
Nulla più. «Le panchine si utilizzano per stare seduti – aggiunge il primo cittadino – e di solito vengono usate soprattutto dalle persone anziane, che con i braccioli faranno meno fatica a rialzarsi». Un’aggiunta, quella dei braccioli, che però non convince proprio tutti.
L’ex sindaco Furio Honsell, per esempio, si dice pronto a saggiare la comodità di questa nuova versione di panchine: «Spero siano comode, in quanto luoghi di socializzazione e di riposo. Mi pare strano, però, che non siano state rimesse le stesse panchine di prima». Sulla funzione anti-bivacco delle sedute, aggiunge: «Un oggetto di accoglienza come una panchina non può essere curvato con tinte d’odio e di discriminazione».
Critico anche il segretario del Pd, Enzo Martines: «Credo che il sindaco, insieme al fidato assessore Ciani, avrebbe volentieri evitato di reinstallare le panchine. Ma, all’epoca della polemica natalizia, Fontanini promise che, quelle innocenti panchine, le avrebbe rimesse.
Allora, che fare? Si è inventato la versione anti-bivacco. Tradotto, non ci si può distendere. A correre dietro la necessità di dimostrarsi ligi a un’idea di ordine pubblico, estrema e inutile – chiosa Martines – va a finire che si diventa ridicoli. Credo che le panchine è bene ci siano, per tutti coloro che ne possono usufruire, anche se staranno, forse, un po’ più scomodi».
Chi all’epoca della rimozione delle panchine aveva promosso un evento musicale, Michele Guerra, è pronto a concedere il bis: «Ci stiamo organizzando per tornare in piazzetta del Pozzo con gli strumenti. Questa volta proporremo musica da camera, in modo che le persone possano fare sulle panchine quello che di solito si fa in camera da letto, e cioè distendersi, omaggiando i grandi autori di questo genere».
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