A Tolmezzo parte l’invasione alpina: il terremoto scuote le prime iniziative

La Carnia si anima con l’arrivo da tutto il Nordest delle prime Penne nere . Apprensione nel pomeriggio di venerdì per il sisma
Timau 14 Giugno 2019. Cerimonia monumento Portatrici Carniche. © Foto Petrussi
Timau 14 Giugno 2019. Cerimonia monumento Portatrici Carniche. © Foto Petrussi

TOLMEZZO. C’è un ritornello che le prime Penne nere arrivate in Carnia per la diciannovesima edizione del Raduno Triveneto ripetono quasi ossessivamente. «Altro che Milano, la vera atmosfera alpina si respira qui, a Tolmezzo». Sarà merito dell’aria di montagna, oppure dei chilometri e chilometri di bandiere tricolore che, dal capoluogo a Timau, hanno scortato gli spostamenti di veci e bocia arrivati fin quassù.

In attesa della sfilata, appuntamento per il quale sono attese 30 mila Penne nere, la Carnia inizia ad animarsi. E non sono mancati i momenti di apprensione ieri pomeriggio quando, poco prima delle 16, la terra ha tremato.



Viaggi e ricordi

C’è chi è arrivato con ampio anticipo, regalandosi qualche giorno di ferie per ritrovare vecchi commilitoni e amici d’una vita. È il caso di Roberto Zorzella, capogruppo degli alpini di Sanguinetto-Concamarise, che a Tolmezzo s’è portato pure il senatore, sindaco e compaesano Cristiano Zuliani. «Ero alla Cantore nel 1988-1989, al 3° Artiglieria: ho splendidi ricordi dei miei “fradi di naja”, con i quali abbiamo condiviso tanti momenti anche dopo la leva».

Il sergente Silvano Giunzioni, dall’alto delle sue 74 primavere, è uno dei veterani delle adunate: «La prima? A Roma, nel 1968, due anni dopo il congedo», sillaba con orgoglio, l’ex primo mazziere della fanfara dell’8° Reggimento, arrivato ieri da Reggio Emilia.

L’ironia tagliente lascia spazio alla voce incrinata dall’emozione solo quando racconta della delusione per il degrado della sua vecchia caserma, la Del Din, «chiusa con i pannelli da muratori. Fa male vederla così».

Il cappello e le scosse

Dai capannelli che vociano allegri arrivano storie di viaggi, racconti della naja, qualche immancabile, sferzante critica alla classe politica di oggi. E gemme autentiche, come quella che regala Giorgio Della Pietà di Città di Castello (Perugia), che con orgoglio mostra il cappello del nonno Michelangelo, «classe 1988, 111 mesi filati sul campo con la penna nera in testa».

Scossa di terremoto del 4° grado Richter in Carnia, seguita da altre quattro

Giorgio viene spesso da queste parti, «e c’ero anche nel 1976, quando arrivammo per dare una mano alle popolazioni terremotate». E neanche a farlo apposta, ieri pomeriggio il terremoto ha fatto ballare di nuovo la Carnia, con una scossa avvertita distintamente in tutto il Friuli.

Mentre sfilano i muli del Reparto salmerie dell’Ana di Vittorio Veneto, quella a cui apparteneva il generale Iroso, l’ultimo equino alpino, le Penne nere si godono lo spettacolo della Carnia imbandierata: «Adunate e raduni vanno fatti in piccoli centri, che conservano l’anima alpina: l’Adunata di Milano a detta di molti è stata fredda, quasi artificiale», scandisce uno dei tanti appassionati arrivati dal Veneto.

L’omaggio silenzioso alle portatrici carniche «simbolo di libertà»
Timau 14 Giugno 2019. Cerimonia monumento Portatrici Carniche. © Foto Petrussi


Bandiere e brindisi

Tolmezzo s’anima a ora di pranzo, con i primi baracchini che iniziano a spillare birra e mescere vino e le bancarelle pronte a vendere cappelli, medaglie, fregi e nappine. Giorgio Galdino sorseggia un drink a poca distanza dalla sua ape-alpina imbandierata: paularino, indossa la maglia con l’aquila del Friuli su sfondo rosso, quella del tempo di guerra, e rievoca gli anni Ottanta alla Del Din.

Ma l’atmosfera di festa trascina tutto il Friuli: ieri mattina alla caserma Lesa di Remanzacco è arrivato Umberto Cicigoi, caporal maggiore reduce della seconda Guerra Mondiale e decorato al valor militare, “reintegrarlo nei ranghi” del reggimento, dal momento che, in guerra, era inquadrato nella 14° batteria del gruppo Conegliano del 3° reggimento Artiglieria Alpina.

Verso l’adunata 2021

Intanto ieri mattina il sindaco di Udine Pietro Fontanini, con gli assessori Pizzocaro e Franz, ha ricevuto la Commissione nazionale dell’Ana, impegnata in un sopralluogo tecnico sulla fattibilità dell’Adunata del maggio 2021 nel capoluogo friulano. In rappresentanza della commissione, sono intervenuti il generale Renato Genovese, Giancarlo Bosetti, Renato Romano, Romano Bottosso e Mauro Ermacora mentre per Ana, il presidente della sezione di Udine Dante Soravito, il capogruppo della sezione di Udine Centro Lucio Favero e il rappresentante coordinatore responsabile della Protezione Civile Alpini Luigi Ziani.

Riproduzione riservata © Messaggero Veneto