Tutti in coda per i francobolli introvabili

PORDENONE. Introvabili o quasi. Dura da tre mesi la carestia dei francobolli da 70 eurocent, in tante tabaccherie a Pordenone. Il nuovo taglio, che ha aumentato la tariffa +45% nel 2013, non arriva al banco. Le ultime segnalazioni, in via Cappuccini e via Cavallotti.
«Si trova il taglio da 85 centesimi di euro – ha detto Roberto Valentini, cliente, in via Cappuccini -. Chi ha fretta di spedire lettere e cartoline, compra marche da 75 e 85: ci rimette. E lo Stato incassa».
La soluzione è allo sportello postale di quartiere. «Fare la fila significa perdere 30 minuti – Valentini ha calcolato la media nelle ore di punta -. Impossibile farlo ogni volta, con gli impegni professionali e di famiglia». Il presidente di categoria Paolo Polentarutti ha confermato l’emergenza, dal punto vendita di viale Martelli. «Poche consegne dal primo gennaio e siamo sprovvisti dei francobolli da 70 cent – ha detto –. Attendiamo decisioni dal sindacato Fit».
Ma la gente è impaziente. «Ci dispiace – aveva spiegato qualche settimana fa Polentarutti –, il problema è delle Poste. Il nostro è un servizio. L’unica soluzione è affrancare con 60 eurocent della vecchia tariffa e fare la fila allo sportello postale per marcare il valore che manca».
Spesso sono introvabili i bolli da 10 centesimi per integrare le vecchie affrancature. Le tabaccherie hanno un aggio pari al 5%, cioè non si diventa ricchi a vendere francobolli. «Sul disservizio in corso i tabaccai mi hanno detto che non possono intervenire – ha proseguito Valentini –. L’azienda deve adeguare le affrancature alle nuove tariffe. Non possono permettersi di fare grosse scorte di francobolli, perché è una questione di sicurezza in negozio: le giacenze, come per le sigarette, sono sempre a rischio di furto. Inoltre, la nuova regola prevede il rifornimento in un unico sportello postale».
I flussi rimangono scarsi. Si comprano bolli da 65 eurocent, spiegano in centro città al banco delle rivendite, o da 75, tuttavia più difficile da trovare. Il problema della fornitura era scoppiato dopo Capodanno. Scorte esaurite, poi le Poste Italiane avevano promesso la sterzata alla crisi di bolli e le proteste degli acquirenti e aziende, erano rientrati. Il sospetto è che ci sia sotto un mini-business.
«E’ una mezza truffa – ha concluso Valentini – per il consumatore». Alcuni tabaccai hanno fatto le scorte, come Mario Roder, che nel negozio lungo la Pontebbana, dopo Cimolai, mostra i bolli. «Li prenoto via fax a Roma – è la sua tattica - e non resto mai senza».
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