Via Lèmene, furti in serie di ruote e air bag

Denuncia di un residente nella zona est: «C’è microcriminalità, ma siamo lasciati soli dalle istituzioni»
Udine 9 Maggio 2013 via lemene Copyright Petrussi Foto Press/Turco
Udine 9 Maggio 2013 via lemene Copyright Petrussi Foto Press/Turco

«Qui hanno rubato tutte quattro le ruote di una Mercedes e gli air bag di altre due auto». A sentire Antonio Napolitano, 47 anni, la strada dove vive è un paradiso per i ladri esperti. I fatti che racconta, il furto dei pneumatici e dei dispositivi di sicurezza gonfiabili, risalirebbero a più di due mesi fa. «Ma adesso basta», dice. «Non possiamo continuare a vivere nella paura, bisogna ammettere che in questa zona c’è la microcriminalità». Est di Udine, non lontano da via Cividale, un vicolo cieco che dà su uno spazio verde comunale e guarda alla torre dell’Amga: siamo in via Lèmene, all’apparenza tutto tranne che una strada pericolosa. «Vede - mostra Antonio indicando le palazzine rosa al civico 1 e 3 - qui ci abitano famiglie, professionisti, militari, gente per bene insomma. Ma nessuno può più stare tranquillo». Nella terrazza dell’appartamento al secondo piano, dove vive con la moglie e il figlio sedicenne, Adriano ha istallato una telecamera che punta dritta sulla strada. «Serve a dissuadere i ladri», dice.

Ma il signor Napolitano, un impiego alla società Autostrade, non vuole accontentarsi della sicurezza fai da te. «Le ronde le lascio a qualcun altro», dice. E chiede risposte dalle istituzioni. «Vorrei che non ci si limitasse a pensare a piazza Primo maggio o alle opere pubbliche che bisogna costruire in centro. Esistono anche i quartieri della periferia che vanno tutelati e protetti dalle autorità pubbliche». E’, quello della sicurezza, un tema caro a Napolitano. Lui che ha concorso, senza buon esito, al fianco di Adriano Ioan per un posto di consigliere a Palazzo D’Aronco. Per il Comune di Udine ha lasciato quello di Povoletto, paese di 6 mila anime nei pressi del torrente Torre.

Sei mesi fa la decisione di trasferirsi in via Lèmene. «Qui ci abitava già mia suocera e pensavo fosse una zona tranquilla, residenziale». E proprio mentre elenca i furti e i problemi del suo nuovo quartiere, un vicino di casa richiama l’attenzione. «Guardate cosa ci hanno fatto all’auto», dice con al suo fianco la moglie. Il lunotto posteriore della loro Hyundai non c’è più, mille frantumi di vetro sono sparsi all’interno del veicolo. «Ero solo andata a prendere la mia bambina a scuola», dice sconsolata la donna.

Una storia di microcriminalità (che raccontiamo nell’articolo qui sopra, ndr), avvenuta in un’altra zona, lontano da via Lèmene. Ma per Antonio è l’ennesima prova che la situazione ormai «non è più sostenibile». Ecco perché ha fatto appello ufficiale alle autorità. «Con una decina di condomini abbiamo scritto una petizione alla Questura affinché la nostra strada sia inserita nella lista di quelle pattugliate durante la notte».
Davide Lessi

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