«Io, ricoverata, vi racconto le notti difficili in reparto»
Caro direttore,
attualmente sono ricoverata per le conseguenze di un intervento chirurgico al terzo piano del padiglione A, nel reparto di ginecologia.
Sono stata nello stesso reparto a ottobre e novembre 2019.
Le posso assicurare che il reparto funzionava molto meglio e le spiego perché. Non posso dire di essere stata trascurata, ma purtroppo ho notato a malincuore che con tutta la disoccupazione che c’è nel reparto manca almeno il 50% del personale. Gli infermieri sono costretti a correre a destra a sinistra per evitare di fare aspettare i pazienti, gli oss anche loro devono correre. Tenga presente, signor direttore, che su 40 pazienti più della metà sono allettati a causa di un intervento. L’ultima situazione eclatante si è verificata stanotte, quando in tutto il piano erano presenti solamente due infermieri e nessun Oss. Le sembra possibile?
Lei magari era nel suo letto a dormire e noi in ospedale a soffrire cercando di dare la possibilità alle infermiere di intervenire prioritariamente nei casi apparentemente più gravi di noi. E non che noi non ne avessimo bisogno, altrimenti saremmo stati a casa nostra.
Allora le chiedo di venire a passare una notte in ospedale e vedere con i suoi occhi quello che sto raccontando. Assumete, assumete, assumete. In Italia c’è tanta gente che ha bisogno di lavorare. Se no a cosa serve fare un nuovo ospedale? —
Lettera firmata
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