Alessandro Zan, ospite alla festa dell'Unità: «La mia legge non va svuotata, non trascuriamo la mobilitazione»

AQUILEIA. È a coloro che si sono dimostrati più sensibili facendo propria la battaglia contro l’omotransfobia, misoginia e la discriminazione nei confronti delle persone diversamente abili, scendendo in piazza e utilizzando i social, che il Ddl Zan mira. E cioè i giovani.
L’obiettivo del deputato del Partito democratico Alessandro Zan, primo firmatario del disegno di legge che porta il suo cognome, è consegnare alle future generazioni un’Italia più inclusiva e, quindi, più sicura. Partendo dalla scuola. A spiegarlo è stato l’onorevole stesso, ieri sera, ad Aquileia, nel corso del secondo appuntamento della festa dell’Unità, storica iniziativa organizzata dai circoli del Pd di Aquileia, Fiumicello Villa Vicentina, Terzo di Aquileia e Grado, nel parco di via Minut. A guidare l’evento è stato il direttore del Messaggero Veneto e de Il Piccolo, Omar Monestier.
«L’attuale spaccato restituisce l’immagine di un’Italia che si attesta agli ultimi posti tra i Paesi europei in termini di accettazione sociale – spiega Zan –, collocandosi in una posizione borderline: se al potere arrivassero gli “Orbán nostrani”, il nostro Paese rischierebbe di scivolare rovinosamente in una condizione analoga a quella dell’Ungheria. Uno Stato – aggiunge Zan raccontando l’esperienza vissuta al Budapest Pride – nel quale c’è forte discriminazione, ci sono minacce e spedizioni punitive da parte dei nazi-fascisti contro chi si dichiara omosessuale, per esempio. È stata creata una cultura dell’odio in cui la comunità Lgbt è capro espiatorio». Tanta è, pertanto, la fiducia nei più giovani e nella loro mobilitazione «di cui la politica non può non tenere conto, nemmeno Salvini e Meloni», aggiunge il deputato del Pd spiegando che il Ddl, approvato nel novembre scorso alla Camera, ora è «impantanato» al Senato: i lavori ricominceranno, in aula, con un migliaio di emendamenti. «Non si può negoziare sulla dignità delle persone, la legge non può essere svuotata poiché, trattando crimini d’odio, ogni parola tolta può avere pesanti ripercussioni sulla vita delle persone» sottolinea Zan, chiarendo alcuni dei principali punti controversi sollevati dai detrattori del Ddl.
Temi attorno ai quali Zan, partendo dal proprio vissuto da studente e arrivando all’omonimo Ddl, spingendosi poi a ipotizzarne i risvolti futuri, ha scritto il libro “Senza paura. La nostra battaglia contro l’odio”. Il volume sarà in libreria il 7 settembre, ma già ora è possibile prenotarlo.
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