Il caso Dolegna: pochi abitanti e molti positivi

DOLOEGNA. Un gruppo di tecnici al lavoro sulla strada regionale tra le frazioni di Ruttars e Lonzano, un’altra squadra di operai intenti a svolgere un’opera di manutenzione a due passi dal municipio, qualche contadino impegnato nelle sue vigne, un ciclista amatoriale chinato sul proprio manubrio a spingere sui pedali. Questi gli unici volti umani incontrati ieri nel primo pomeriggio in una Dolegna più vuota che mai.
In un Comune conosciuto soprattutto per le sue aziende agricole e le sue trattorie, ora soggette alle limitazioni da zona arancione, e composto da 323 residenti distribuiti su 25 chilometri quadrati di territorio già nella normalità è difficile incrociare qualcuno, ma ieri il paese era davvero rintanato in casa, nonostante la bella giornata. Una spiegazione di quest’assenza lungo le strade è da addebitare senza dubbio al virus, che sta colpendo in queste ore 24 cittadini tra cui il sindaco Carlo Comis.
Significa che quasi il 7,5% dei dolegnesi in questo momento è positivo al Covid-19, ma significa anche che l’incidenza è di quasi 49 abitanti ogni mille e questo porta Dolegna tra i Comuni col tasso di incidenza maggiore in regione, ed uno dei due più colpiti nell’ex provincia di Gorizia assieme a Grado. Già a novembre i numeri erano “impazziti” e avevano spinto le autorità ad eseguire uno screening di massa a cui aveva aderito un residente su tre.
«L’indice qui è alto perché siamo in pochi, e quindi un incremento come quello che sta avvenendo ovunque, da noi si percepisce maggiormente nei numeri – commenta il sindaco Carlo Comis, tuttora in isolamento sebbene le sue condizioni siano migliori rispetto a quelle di qualche giorno fa –. Basta che il virus colpisca qualche nucleo famigliare nella sua interezza, come è capitato ad esempio a casa mia dove siamo positivi in quattro, che le cifre subito si alzano. In paese ci sono diversi casi di coppie conviventi in cui sono stati contagiati entrambi i componenti del nucleo familiare. Ma, come detto, in generale la curva si sta purtroppo rialzando ovunque, non solo qui».
Il parroco monsignor Paolo Nutarelli rassicura: «Le chiese di Dolegna e delle frazioni resteranno aperte per le funzioni religiose, che proseguiranno con i dovuti distanziamenti anche se dovessimo finire in zona rossa, almeno secondo le disposizioni al momento in vigore. Non chiudiamo anche perché in questo modo diamo ai fedeli della comunità la possibilità di poter pregare. Noi preti della parrocchia, poi, siamo stati tutti già vaccinati e quindi possiamo celebrare le messe in sicurezza».
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