In crescita chi rinuncia a comprare medicine: pesano pandemia e crisi

UDINE. A garantirlo è la madre di tutte le leggi, ma malgrado l’articolo 32 della Costituzione, sempre più persone non hanno la possibilità di curarsi perché devono scegliere se comprare il cibo o le medicine. Centinaia di volontari e 175 farmacie della regione si mobilitano per aiutare un plotone di vecchi e nuovi poveri che avanza in maniera sempre più trasversale anche in regione reclutando stranieri e friulani, uomini, donne e intere famiglie: a partire da martedì 3 Banco farmaceutico darà vita alla “giornata di raccolta del farmaco” e, per dar modo a chi è disposto a fornire il proprio contributo, l’iniziativa sarà estesa fino a lunedì 15 febbraio.
Qualche defezione rispetto allo scorso anno c’è stata e ha penalizzato sia le farmacie sia il numero dei volontari incaricati di illustrare l’iniziativa, specie fra i più anziani, esposti al contagio, ma i numeri ci sono: 90 le farmacie che hanno risposto all’appello in provincia di Udine, 46 nel Pordenonese, 21 nella provincia di Trieste e 18 in quella di Gorizia.

Tutto ciò che raccoglieranno verrà distribuito fra 124 onlus, enti e associazioni che dell’assistenza ai bisognosi hanno fatto la loro missione, siano essi immigrati, residenti, portatori di handicap, anziani e che, in buona parte, già da mesi hanno esaurito le scorte di medicinali da banco da distribuire a chi non può comprarseli, malgrado le richieste siano notevolmente aumentate per prodotti come antipiretici, sciroppi per la tosse, antidolorifici e antinfiammatori.
Nel 2020, si calcola, 434 mila persone non hanno potuto acquistare le medicine per ragioni economiche a livello nazionale. Non bastasse, anche le realtà assistenziali hanno subito l’impatto della pandemia: il 40,6% ha sospeso alcuni servizi, il 5,9% ha fermato l’attività e non l’ha ancora riavviata. Stando ai dati riportati nell’ottavo rapporto sulla povertà sanitaria di Banco farmaceutico, chi è povero può spendere per le medicine un quarto rispetto al resto della popolazione, vale a dire 6,38 euro al mese a fronte di 28,18 euro.
Le farmacie che aderiscono all’iniziativa saranno riconoscibili dalla vetrofania, si potranno donare prodotti “da banco”: medicinali per disturbi gastrointestinali, antimicotici topici, antibiotici, antisettici e disinfettanti, antipiretici, preparati per la tosse, antistaminici per uso orale, decongestionanti nasali, anestetici locali e altre tipologie.
A consigliare i prodotti di cui c’è maggior esigenza saranno i farmacisti che, per aderire all’iniziativa, versano un contributo pari agli introiti che la vendita dei prodotti oggetto della raccolta produce. «Con quei proventi – ragguaglia il delegato territoriale Matteo Favero – verrà finanziato l’acquisto di dispositivi di protezione individuale e gel che saranno consegnati ai volontari delle onlus.
Tra luglio e settembre, Banco farmaceutico ha distribuito prodotti per 220 mila euro a livello nazionale. La Giornata della raccolta del farmaco – osserva Favero – è, per tutti i cittadini, farmacisti, volontari ed enti, una grande testimonianza di bene e di generosità in un tempo in cui sembra che ognuno debba pensare solo a se stesso».
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