Cividale, il virus è entrato in ospedale: quattro contagiati nella Rsa

Immediato il trasferimento dei pazienti nei reparti Covid di Udine e Palmanova. Gli altri 19 ricoverati e il personale sanitario attendono l’esito del tampone 

CIVIDALE. Dopo il fronte Casa per anziani, dove finalmente la situazione si sta stabilizzando (a oggi si contano sei ospiti positivi al virus), si apre quello ospedaliero.

Il Covid è entrato nel reparto di Rsa, che annovera 23 posti letto: 4 i pazienti che hanno contratto l’infezione. Per tutti loro, come conferma il sindaco Daniela Bernardi, è stato disposto l’immediato trasferimento nelle Rsa-Covid, dunque a Udine o a Palmanova.

«Gli altri ricoverati e tutto il personale sanitario – rileva la prima cittadina – sono stati subito sottoposti a tampone: si è ora in attesa degli esiti dei test. Nel frattempo sono stati chiusi gli accessi a nuovi pazienti».

I 4 posti liberatisi resteranno dunque vacanti, fino a quando la situazione non sarà giudicata sicura. E degli sviluppi divulgati dal sindaco era venuta a conoscenza anche la minoranza consiliare, che affida a una nota congiunta dei tre capigruppo Fabio Manzini, Emanuela Gorgone e Alberto Contento la propria posizione.

«Quando, ancora a novembre, chiedevamo di attivare un reparto Covid a bassa intensità nel presidio ospedaliero locale – esordiscono – ci veniva risposto che si voleva preservare la struttura sanitaria dalla diffusione del virus e che quindi la nostra proposta non poteva trovare accoglimento.

Spiace adesso constatare che il coronavirus, purtroppo, è entrato comunque nel nosocomio, nel frattempo privato di punto di primo intervento e di reparto di medicina e, come saputo pochi giorni fa, del day hospital medico.

Abbiamo assistito a un gravissimo impoverimento dei servizi sanitari territoriali, che ha avuto ripercussioni pure sulla gestione dell’emergenza nell’Asp Casa per anziani, con le terribili conseguenze cui abbiamo assistito. Evidente, a questo punto, il fallimento della giunta nella difesa della sanità locale».

La controffensiva non si fa attendere: «Oltre a guardare a un metro dalle proprie scarpe, si vuole alzare lo sguardo a cosa sta succedendo in tutta Italia, in Europa e in ogni parte del mondo?», tuona il vicesindaco e assessore alla salute, Roberto Novelli, ribadendo che il Comune («Il quale ha puntualmente trasmesso alla giunta Fvg e all’AsuFc i suggerimenti dell’opposizione») non ha alcuna competenza nella programmazione e nella gestione della sanità regionale.

«Ci è sempre stato risposto che non si poteva fare. Non c’è attimo – prosegue, all’unisono con il sindaco Bernardi – in cui non seguiamo l’evolversi della situazione, lavorando perché la risposta alla crisi sia la migliore possibile».

E circa la sospensione delle funzioni sopra citate, concludono, di provvedimento temporaneo si tratta: «Quando l’emergenza sarà finalmente superata, allora – dicono Bernardi e Novelli – il nostro ospedale dovrà tornare più efficiente di prima». —


 

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