Nuova ordinanza in Friuli e in Veneto: niente scuola dal 7 gennaio per le superiori, le lezioni ricominceranno a febbraio

TRIESTE. Niente lezioni dopo la ripresa delle Festività. In Friuli Venezia Giulia gli studenti delle superiori partiranno solamente a febbraio. A darne notizia sono gli assessori Rosolen, Riccardi e Pizzimenti: punta a spostare a dopo il 31 gennaio la didattica in presenza per gli istituti di secondo grado con una nuova ordinanza che verrà emanata nelle prossime ore.
La situazione è complessa, si teme che il ritorno in classe giovedì 7 gennaio possa durare poco e piuttosto di rifare un passo indietro anche i dirigenti scolastici ritengono oppportuno attendere ancora qualche giorno per valutare le ricadute delle misure di mitigazione della pandemia adottate nel periodo natalizio.
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“Abbiamo immaginato una riapertura per step della scuola, lo riteniamo un atto di responsabilità” ha detto l’assessore all’Istruzione Alessia Rosolen. “Crediamo che il tema fondamentale sia il rientro in sicurezza. La scuola non è solo didattica e nozione, ma insieme di fattori che la rendono il luogo per eccellenza della crescita dei nostri ragazzi”.
Tra treni e pullman sarranno 134 i mezzi in più messi a disposizione, tra i quali 12 convogli saranno messi a disposizione da Ferrovie e Fuc. "Abbiamo la copertura finanziaria per questo ampliamento del servizio - ha confermato Pizzimenti - e al momento sono state stanziate risorse per 1,4 milioni di euro. La spessa complessiva, fino a giungo 2121, sarà maggiore. Ora, attendiamo i fondi che saranno stanziati dal Ministero dell’Istruzione".
L'ordinanza, ha poi precisato Rosolen, verrà firmata oggi da Fedriga e prolungherà il ricorso alla didattica digitale integrata al 100% per gli istituti superiori fino al 31 gennaio.
Ciò «per dare la certezza di tempi alle scuole: non vogliamo ricominciare per doverci fermare e vogliamo dare garanzia alle scuole per organizzare il loro lavoro fino al 31 gennaio. La scuola ha pronti i piani di rientro a cui hanno lavorato prefetti, dirigenti scolastici, Ufficio scolastico regionale e Amministrazione regionale».
«In questo momento - ha concluso - la nostra responsabilità rispetto a tutta la comunità regionale è di ridurre al minimo tutte le possibilità di esplosione dei dati. La scuola non è avulsa dal contesto regionale in cui è inserita».
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