Stretta di Natale, le ipotesi sul tavolo del Governo: regole e differenze tra l'ipotesi "zona rossa" e quella "arancione"

Biglietti con i desideri apposti sull'albero di Natale, scritti dai viaggiatori passati per la stazione Termini durante l'emergenza Covid-19, Roma, 15 dicembre 2020. ANSA/MASSIMO PERCOSSI
Biglietti con i desideri apposti sull'albero di Natale, scritti dai viaggiatori passati per la stazione Termini durante l'emergenza Covid-19, Roma, 15 dicembre 2020. ANSA/MASSIMO PERCOSSI

UDINE. La stretta di Natale per evitare che la curva risalga in maniera incontrollata ci sarà. Quello che resta da definire, e il governo lo farà nella prossime ore, sarà il perimetro temporale e quale fascia di rischio tra le due peggiori (arancione o rossa) assegnare all'intero territorio nazionale. 

Gli scenari sul tavolo di Conte sono due: quello più rigorista che vorrebbe un lockdown leggero (la zona rossa) per tutta italia dal 24 dicembre al 6 gennaio con il divieto di spostamento dal proprio comune e con la chiusura dei ristoranti. Esclusi, al momento,il 28, 29 e 30 dicembre, giorni in cui si applicherebbero le regole delle zone gialle o zona arancione a seconda della regione di appartenenza. 

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Poi c'è quello meno intransigente: zona rossa solo il 25, il 26, il 31 dicembre e il 1 gennaio. Il duro confronto sul 19 e 20 dicembre dovrebbe finire come Conte spera e cioè senza chiusura di esercizi pubblici e negozi. I sindaci e il presidenti di Regione comunque potranno adottare misure più restrittive in vista del Natale, come quelle in vigore a Udine già dal prossimo finesettimana. 

  • ZONA ARANCIONE

Gli spostamenti. Gli spostamenti sono consentiti, senza limiti dalle 5 alle 22, solo all'interno del territorio del comune di residenza. Non si può andare fuori regione, nelle seconde case e in altri centri vicini se non per comprovati motivi. Anche in questo caso serve l'autocertificazione. 

Il divieto non vale, anche in questo caso, se ci sono esigenze di tipo lavorativo, di salute o di necessità. Tuttavia si può sempre far ritorno alla propria residenza, domicilio o abitazione. Anche se le Regioni di provenienza e di arrivo sono di colori diversi, il rientro a casa è sempre garantito, ma va giustificato con l'autocertificazione

Visite o pranzi con i parenti. Non ci sono particolari divieti per gli amici o per i pranzi in casa con i familiari. Resta la forte raccomandazione del governo a non invitare a casa persone non conviventi e a proteggere soprattutto gli anziani, ma ognuno resta libero di invitare a casa propria chi vuole". L'unico limite è quello del confine comunale: non ci si può spostare dal proprio comune di residenza se non per comprovate motivazioni di lavoro, necessità e urgenza. Serve l'autocertificazione.

Il coprifuoco delle 22. Niente cenoni o feste comunque. Resta valido il coprifuoco alle 22 e dunque in qualsiasi giornata non si potrà circolare oltre quell'orario. Qualsiasi incontro in casa dovrà terminare in tempo.

Bar e negozi chiusi. Bar e ristoranti saranno sempre chiusi tranne che per l'asporto ( entro le 22) o il domicilio. I negozi invece saranno aperti ma non i centri commerciali nel weekend. Il governo sta valutando l'ipotesi di lasciare aperti i ristoranti ma tutto è in fase di discussione.

  • ZONA ROSSA

Gli spostamenti. Vietato qualsiasi spostamento all'interno delle zone rosse: sia all'interno del proprio Comune che fuori. Le uniche eccezioni sono per esigenze di lavoro, salute o necessità. Tutte esigenze che devono essere sempre giustificate da un'autocertificazione altrimenti rischiano multe. Si può, ad esempio, andare ad acquistare beni essenziali in un Comune limitrofo (qui la lista dei comuni contigenti): come fare la spesa, andare in profumeria, libreria o a tagliarsi i capelli dal parrucchiere.

Non ci può neanche spostare al di fuori della propria Regione. Il divieto non vale, anche in questo caso, se ci sono esigenze di tipo lavorativo, di salute o di necessità. Tuttavia si può sempre far ritorno alla propria residenza, domicilio o abitazione. Anche se le Regioni di provenienza e di arrivo sono di colori diversi, il rientro a casa è sempre garantito, ma va giustificato con l'autocertificazione.

Non si possono neanche raggiungere le seconde case, anche se si trovano nello stesso Comune o Regione. E se c'è un imprevisto? L'unico caso in cui si può andare è quello dell'emergenza improvvisa: si rompe l'impianto idraulico, c'è un crollo nell'abitazione o avviene un'effrazione. Il tempo di permanenza nella seconda casa, però, deve essere solo lo strettamente necessario a risolvere il problema.

Gli spostamenti sono vietati, se non ci sono esigenze comprovate, che vanno giustificate in ogni caso. Se non si rispettano le regole, il rischio è quello di incorrere in multe o sanzioni.

Negozi e ristoranti. I bar e ristoranti sarebbero aperti dalle 5 alle 22 solo per asporto, la consegna a domicilio sarebbe invece sempre possibile. Chiusi i negozi, tranne supermercati, generi alimentari e commercio al dettaglio di beni di prima necessità. Oltre a edicole, tabaccherie, farmacie e parafarmacie restano aperte anche le lavanderie, le ferramenta, negozi di vernici e materiali per costruire, i rivenditori di elettrodomestici, prodotti di informatica ed elettronica di consumo, di ottica e fotografia, benzinai e autosaloni.

Rimangono aperti anche parrucchieri e barbieri, librerie e cartolerie, fiorai, rivenditori di macchine per l’agricoltura e attrezzi da giardinaggio, concessionari di auto e moto, rivenditori di cosmetici, saponi e prodotti igienico- sanitari, articoli sportivi, biciclette e articoli per il tempo libero; aperti i negozi di biancheria, di confezioni e calzature per bambini e di giocattoli. Chiusi, invece, i negozi di abbigliamento per adulti e i centri estetici.

Visite parenti. Non si possono vedere amici o parenti che non siano conviventi in qualsiasi luogo, che sia aperto o chiuso. Le uniche eccezioni sono per chi si prende cura di un parente o un amico non autosufficiente, dei genitori separati o divorziati che devono andare a riprendere i figli minorenni, o anche dei genitori che accompagnano i bambini dai nonni. 

Chiese e cimiteri. Rimangono aperti con l'obbligo di restare all'interno dei confini comunali, evitando assembramenti e con obbligo di mascherina.

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