Coronavirus in Fvg, che cosa dicono i dati: settimana con decessi in calo, è la prima volta da fine settembre

UDINE. Per la prima volta dall'inizio di questa seconda ondata dell'epidemia, i freddi numeri delle statistiche indicano una inversione di tendenza nel conteggio delle persone decedute.

Un bilancio sempre doloroso, soprattutto per chi perde un proprio caro, ma che ci si augurava avesse una svolta per limitare e poi scongiurare al più presto altri esiti drammatici. Ebbene, quella che si è chiusa ieri è stata una settimana segnata dalla scomparsa di 198 persone in Friuli Venezia Giulia.

Un dato sempre pesantissimo, ma che per la prima volta registra una diminuzione rispetto ai sette giorni precedenti, quando le morti per Covid erano state 218. Questo numero è stato sempre in ascesa da fine settembre: domenica 13 settembre si chiudeva una settimana con nessun morto per Covid; nei sette giorni successivi si contò un decesso, così come la settimana seguente, quella chiusa il 27.

Da quel momento, purtroppo, la curva cominciò a salire: domenica 25 ottobre si chiudevano sette giorni con 13 morti, poi si passò a 24, quindi a 53, a 77, a 118, a 171 il 29 novembre, a 218 - come si diceva - il 6 dicembre. Una progressione impressionante: non stiamo parlando di semplici numeri, ma di vite umane. Finalmente questo trend ha cambiato direzione.

«È la prima volta che il numero dei decessi fa segnare un calo della curva - conferma il professor Vincenzo Della Mea, insegnante di Informatica medica del dipartimento di Scienze matematiche, informatiche e fisiche dell'università di Udine - , così come assistiamo a una diminuzione anche di altri valori, a partire da quello dei nuovi contagi fino a quello della percentuali di positivi su tamponi eseguiti».

«In Italia - prosegue - questa frenata sta avvenendo più rapidamente, ma almeno possiamo constatare che l'inversione di tendenza si sta verificando anche da noi. Non dimentichiamo che in Friuli Venezia Giulia molti valori sono ancora alti, a partire dall'indice Rt. E rimane alta la pressione sugli ospedali, dove le terapie intensive e gli altri reparti devono fronteggiare numeri preoccupanti.

Si può anche far notare come proprio ora stiano maturando i risultati del periodo con limitazioni strette come quelle imposte dalla zona arancione.

Gli effetti, in questi casi, si notano dieci-quindici giorni dopo. Mi auguro che il ritorno in zona gialla sia affrontato con responsabilità per non dover assistere a una nuova impennata dei numeri tra una quindicina di giorni». Proprio nei grafici elaborati quotidianamente dal docente è illustrato l'andamento delle varie curve. Si nota il calo dei contagi, così come quello di altri valori compreso quello dei decessi.

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