Dodici metri quadri: dentro la stanza degli abbracci dove gli anziani cancellano la solitudine e la distanza dai propri cari

Tutti ci porteremo dietro di questo lungo periodo di convivenza con il virus è il distacco forzato dai nostri cari, il divieto di poterli abbracciare, stringere, rassicurare. Perché dire “andrà tutto bene” a distanza di sicurezza o dirlo con una carezza non è la stessa cosa

LATISANA. Se c’è un segno, indelebile, che tutti ci porteremo dietro di questo lungo periodo di convivenza con il virus è il distacco forzato dai nostri cari, il divieto di poterli abbracciare, stringere, rassicurare. Perché dire “andrà tutto bene” a distanza di sicurezza o dirlo con una carezza non è la stessa cosa.

Lo sanno bene i nonni, privati del piacere vitale di abbracciare i propri nipoti. Lo sanno i figli, che per tutelare i genitori da mesi vanno a trovarli a distanza di sicurezza. Visite asettiche, senza contatti. Così si deve fare per limitare il rischio di contagio. E va bene, ma che fatica.

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A Latisana
Per i 56 ospiti dell’Asp “Umberto I” di Latisana la lunga attesa è ormai finita. Uno dopo l’altro, da lunedì potranno infatti riabbracciare i propri famigliari. In tutta sicurezza, grazie alla “stanza” predisposta a tempo record in corrispondenza dell’ingresso laterale della struttura, dotata di un sottile divisorio plastico con manicotti integrati. «Ne ho vista una simile a Castelfranco Veneto in un servizio alla tv e non ci ho pensato due volte: ho preso il telefono e chiamato per sapere dove e come l’avessero acquistata» ha raccontato ieri il direttore della struttura Fabrizio Scomparin all’assessore regionale alla Salute, Riccardo Riccardi, che di prima mattina ha raggiunto Latisana, accompagnato dal vicepresidente dell’Asp, Ennio Zanelli, dal sindaco Daniele Galizio e dall’assessore alla Salute, Luca Abriola, per toccare con mano la prima “Stanza degli abbracci” in Friuli.

Attraverso un divisore, gli anziani potranno riabbracciare i loro cari
Attraverso un divisore, gli anziani potranno riabbracciare i loro cari

L’impressione? «Strana – ha detto quasi tra sé il vicegovernatore –, ma non mi fermo a quel che vedo fuori, ci entro dentro, dove persone che non si vedono da tempo potranno finalmente. La cosa peggiore – ha aggiunto Riccardi a denti stretti –, in questi mesi, è stato veder mancare le persone senza i loro cari accanto. Oggi ripristiniamo il contatto, che pure si è cercato di garantire con i tablet e dalle finestre. Di persona è però un’altra cosa».

Aperta la stanza degli abbracci alla casa di riposo di Latisana: ecco come funziona


Tempo record
Vista la stanza realizzata in Veneto, il direttore della “casa di riposo” ha deciso di dotare le tre strutture che dirige in Fvg – a Latisana, a Pasiano di Pordenone e ad Azzano X –della stessa soluzione. Verificato che in regione non ci sono ancora aziende capaci di offrirne una in tempi brevi, Scomparin si è rivolto all’impresa torinese citata nel servizio televisivo e ne ha ordinate tre di stanze. Costo: 2.800 euro cadauna.

Tempo una settimana, ieri si è ritrovato insieme a Riccardi a “testare” la prima, raccontando all’assessore l’entusiasmo dimostrato delle famiglie che hanno “preso d’assalto” il telefono per prenotarsi. I primi giorni della prossima settimana sono già full. «Contiamo di gestire dai 3 ai 4 incontri al giorno, lunghi circa 30 minuti l’uno – ha spiegato il direttore –, perché sembra una cosa semplice, ma in realtà è molto dispendiosa, basti considerare che la stanza, dalla parte utilizzata dai nostri ospiti, la dovremo sanificare prima e dopo ogni incontro». Al pari dei famigliari, che però provvederanno da sé. Entreranno dopo essersi igienizzati le mani e aver indossato la mascherina, quindi disinfetteranno lo spazio con i prodotti messi a disposizione dalla struttura.

Dodici metriquadri di affetto
La stanza è stata installata fuori dalla casa di riposo, utilizzando una struttura ad arco, gonfiabile, riscaldata e divisa a metà da una membrana in plastica dotata di due manicotti all’interno dei quali si potranno infilare braccia e mani per azzerare le distanze in sicurezza.

Nella stanza degli abbracci a Latisana
Nella stanza degli abbracci a Latisana

Gli anziani, 55 dei quali non autosufficienti – vengono accuditi dai 60 dipendenti della società in house Socialteam srl – potranno stare seduti e godere della ritrovata vicinanza con i propri cari. «In questi mesi abbiamo fatto il possibile per non fargli mancare le famiglie. Abbiamo utilizzato una finestra perché almeno potessero vedersi, ma così – ha aggiunto Scomparin – è tutta un’altra cosa». Concorde il sindaco Galizio, che ha voluto «ringraziare il consiglio dell’Asp e il direttore per aver saputo cogliere l’opportunità e averla messa subito in campo. È un’iniziativa che porta con sé un grande valore e significato per i nostri anziani».


Fondi dalla regione
Da lunedì la stanza degli abbracci sarà operativa a Latisana e Azzano Decimo, quindi toccherà alla struttura di Prata di Pordenone (dove al momento c’è un focolaio attivo), ma l’elenco è destinato ad allungarsi. In regione ci sono circa 200 strutture residenziali per anziani di cui una 70ina in Friuli, tra le province di Udine e Pordenone, per un totale di 11mila posti. Durante l’ultima seduta di giunta, l’esecutivo regionale ha approvato un emendamento alla Stabilità, proposto dall’assessore Riccardi, che consentirà alle strutture di vedersi riconosciuto il costo sostenuto per la realizzazione delle stanze degli abbracci.

«Il costo è accessibile e l’installazione è piuttosto semplice e veloce. Ritengo quindi si tratti di un’iniziativa estremamente intelligente e lungimirante – ha commentato ancora il vicegovernatore – che è giusto l’amministrazione regionale sostenga perché è uno strumento importante per cercare di abbattere uno dei più tremendi risvolti di questa pandemia: la solitudine a cui sono costretti i malati e gli anziani a causa dell’isolamento dai propri familiari»

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