Il virus si porta via l'ex ragioniere ritornato in Carnia dopo la pensione

TOLMEZZO. Il Covid ancora tristemente protagonista tra le mura della residenza per anziani di Tolmezzo. Vittima Egidio Meneghetti di 86 anni, che porta a 18 il conteggio complessivo.
L’anziano risultato due settimane fa positivo al virus e indebolito da altre fragilità, è spirato ieri nella difficile lotta contro la malattia. Nato e vissuto fino a sei anni in Lombardia, si era poi trasferito in Carnia nella frazione di Caneva seguendo il padre, all’epoca direttore del Consorzio agrario. In gioventù aveva trovato l’amore a Vigevano, in provincia di Pavia, dove si era nuovamente trasferito dai 30 ai 60 anni.
Tornato dopo una vita professionale da ragioniere a vivere a Tolmezzo dove conservava gli amici d’infanzia e i ricordi della gioventù, in seguito a un incidente meno di un anno fa, era diventato ospite dell’Rsa del capoluogo. La figlia Rossana Meneghetti, venuta a vivere in Carnia per amore di questi luoghi, pur avendo vissuto gran parte della sua vita in Lombardia, racconta la tragedia silenziosa che in questi mesi è diventata il calvario di chi, come il padre, ha vissuto con sofferenza l’isolamento imposto dalle necessarie norme di distanziamento sociale.
«Mio padre ha sofferto molto a causa dell’impossibilità di poterci avere accanto in questi otto mesi infernali – è il suo commento –. Mi sembravano le visite che si fanno al carcere con il vetro frapposto tra me e lui. Non una carezza, non una stretta di mano, solo la staticità deli sguardi inermi di un padre e una figlia. Alla mia generazione è stato insegnato il valore dell’accudimento dei suoi anziani, alle nuove forse non sapremo trasmetterlo. Morire da soli è la tragedia nella tragedia».
Frattanto, rimangono invariati i dati che provengono dalla casa di riposo in attesa di un secondo giro di tamponi: 57 i contagiati tra ospiti e personale, con alcuni casi sintomatici e 9 negativizzati dal precedente tampone. Il presidente Andrea Marzona, forte della gestione attenta di fronte all’emergenza e umanamente coinvolto nella gestione degli anziani ospiti rassicura: «Comprendo con commossa immedesimazione la drammaticità delle distanze dai parenti imposte dalla legge. Quando abbiamo dovuto sospendere le visite dei parenti lo abbiamo fatto con le lacrime agli occhi. Stiamo agendo con il massimo della professionalità e il personale, ora più che mai, è divenuto per loro una seconda famiglia».
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