La passione per il ciclismo e la Pan, il Covid si porta via Danilo Giacomel

Il coronavirus miete ancora una vittima a Codroipo, portandosi via Danilo Giacomel, di 83 anni, un imprenditore fino a poco fa pieno di vitalità e promotore di importanti iniziative rivolte alla città.
È stato rapido il decorso della malattia, che è andata a complicare un quadro di patologie pregresse, ma a Codroipo il decesso, avvenuto all’ospedale di Palmanova, è stata un fulmine a ciel sereno. Danilo, infatti, è stato uno sportivo, amante della montagna e soprattutto delle corse in bicicletta, settore al quale ha dedicato molte energie organizzando eventi che sono finiti per fare storia a Codroipo. Alla passione per le due ruote associava lo stretto legame con le Frecce Tricolori, tanto che si deve anche a lui se le varie edizioni del Giro d’Italia hanno incontrato il territorio codroipese e la Pan.
«Ideatore del Gruppo sportivo “Villa Manin” – racconta il sindaco di Codroipo, Fabio Marchetti –, fin da quando sono stato eletto mi proponeva di ripristinare la “Codroipo in bicicletta”, la cui organizzazione si era interrotta. E così è stato, nel 2012 si è ripresa la tradizionale corsa amatoriale, alla quale Danilo teneva moltissimo, in collaborazione fra il Comune, la Pro loco “Villa Manin” e il Gs Gradisca. Infaticabile, batteva a tutte le porte per le sponsorizzazioni. Nelle edizioni storiche della “Codroipo in bicicletta” si ricorda che Danilo ai partecipanti chiedeva di contribuire con un uovo per la megafrittata finale. Le sue passioni erano il ciclismo e la Pan, come ricordo quotidianamente guardando il manifesto dell’81esimo Giro d’Italia del 1998 autografato, che è appeso nel mio studio e che lui mi aveva donato, firmandosi con lo pseudonimo di Checo Cason, in onore dell’eroe dei cieli Francesco Baracca. Erano quelli gli anni d’oro di Codroipo. Danilo ha dato molto alla città; è stato un grande nel lavoro e nella famiglia, alla quale va il cordoglio mio personale e di Codroipo».
Danilo faceva inforcare le due ruote anche ai piloti delle Frecce, organizzando per loro una corsa in primavera. La notizia della sua scomparsa ha fatto il giro dei social, suscitando tanti post di rimpianto e dispiacere: “Codroipo nel tempo” lo ricorda, augurandogli «buon volo» come responsabile del Gs, ideatore dell’ultima sfilata dei carri allegorici e della collocazione del monumento alle Frecce Tricolori nei campi base.
Giacomel era nato a Cinto Caomaggiore, ma si era trasferito da piccolo a Codroipo. A 18 anni era emigrato in Svizzera, dove aveva conosciuto la moglie Iva e dove era nata la prima figlia. Nel 1970 era tornato a Codroipo, prima come dipendente della Rhoss e poi imprenditore in proprio nel settore import export di macchine agricole.
Da pensionato, ancora ha lavorato come collaboratore di Bluenergy.
«Aveva una tempra forte – ricordano le figlie Vanna e Sabrina, affrante dal dolore, ma serene –: ha insegnato anche a noi a essere forti».
I funerali saranno celebrati domani, alle 15, in duomo, dove oggi alle 18 ci sarà la preghiera del rosario. Insieme alla consorte e alle figlie, lo piangono gli adorati nipoti Lorenzo e Valentina, e altri parenti. Lascia un vuoto nella comunità.[FINETESTO] —
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