Come i Dpcm hanno cambiato il modo di muoversi dei friulani: i dati dall'occhio di Google

L'analisi degli spostamenti attraverso il tracciamento degli smartphone: crollano i trasferimenti verso centri commerciali, stazioni, bar e ristoranti. Friulani più in movimento verso le case di familiari e amici

Questo pezzo è stato pubblicato per la prima volta sulla Newsletter che il Messaggero Veneto dedica ogni settimana agli aggiornamenti sul coronavirus in Fvg: è gratuita, arriva ogni venerdì sera via mail. Per iscriverti clicca qui.

UDINE.
Meno spostamenti verso bar, ristoranti e centri commerciali. Luoghi, nella sostanza delle cose, deputati al tempo libero. E, al contrario, un aumento (anche se meno marcato rispetto ad altre parti d’Italia) dei flussi in direzione dei centri residenziali, per la classica visita a genitori, figli, zii, nonni, amici.

Sono cambiate così, dall’introduzione del decreto del presidente Conte dello scorso 3 novembre (quello che introduceva coprifuoco e suddivisione del Paese in fasce di rischio, le “zone”) le abitudini dei friulani. A rivelarlo – con tutte le approssimazioni del caso – è Google, che ha stilato nei giorni scorsi un dettagliato report basato sul sistema di tracciamento di cui è dotato ogni cellulare che sfrutta i servizi di Mountain View.


Così i tabulati di Google hanno permesso di mappare gli spostamenti dei friulani e l’evoluzione nella fase contraddistinta dal varo del nuovo Dpcm. Gli ultimi dati a disposizione analizzano il periodo dal 27 settembre al 15 novembre confrontandolo con il valore medio degli spostamenti in una delle cinque settimane pre epoca Covid dal 3 gennaio al 6 febbraio. I dati elaborati fin qui non prendono in considerazione le misure ulteriormente inasprite dal 15 novembre, quando il Fvg è entrato in zona arancione.


La situazione in Fvg



In questo lasso di tempo si è registrato un vero e proprio crollo delle presenze nei centri commerciali, nei bar e nei ristoranti, con un calo del 77% (qui una guida su come muoversi per fare la spesa) rispetto al periodo antecedente all’inizio della situazione d’emergenza dello scorso inverno. Ma le raccomandazioni del governo sul limitare gli spostamenti non necessari ha contribuito a ridurre anche gli spostamenti relative a luoghi come supermercati, magazzini per prodotti alimentari, mercati agricoli, negozi di specialità gastronomiche, parafarmacie e farmacie.



In netta diminuzione anche le presenze nelle stazioni di bus e treni (-50%), mentre aumentano (+17%) gli spostamenti verso le zone residenziali, segno che i friulani – in assenza di bar e ristoranti – si ritrovano con maggior frequenza a casa di parenti e amici.

In provincia di Udine


Sostanzialmente in linea i dati relativi alla provincia, dove la presenza di grandi superfici commerciali ha probabilmente contribuito a peggiorare ulteriormente lo scarto relativo agli spostamenti verso ipermercati, bar e ristoranti (-81%). Più marcato anche il decremento delle presenze censite nei pressi delle stazioni di bus e treni (-53%).


In provincia di Pordenone


In Riva al Noncello la situazione è analoga e non si discosta troppo dal trend regionale. Colpisce il minor impatto sugli spostamenti verso i parchi e giardini pubblici: provincia tra le più verdi d’Italia anche secondo i dati di Legambiente, quella di Pordenone è tra quelle a livello nazionale ad aver ridotto di meno le presenze nelle aree aperte (-19%, in Fvg la media è -33%). Cala del 30% il traffico verso i posti di lavoro (“merito” dello smart working), mentre i transiti dalle stazioni si riducono del 40%.

Argomenti:coronavirus

Riproduzione riservata © Messaggero Veneto