Coronavirus, negativi gli alunni di una classe a Cividale: atteso l’esito degli altri test alle medie

CIVIDALE. Pur ancora parziali, i risultati dei tamponi eseguiti negli ultimi due giorni su oltre 60 allievi della scuola media Elvira e Amalia Piccoli di Cividale sono incoraggianti: un’intera classe venuta in contatto con il docente di musica risultato positivo al Covid-19 e sottoposta al test martedì si è infatti rivelata virus-free.

Gli altri dati, che riguardano ulteriori alunni esaminati la mattina di martedì – altre due classi convocate ieri al Dipartimento di prevenzione di Udine – e sette insegnanti dell’istituto sono attesi per oggi.

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La prima tornata di tamponi aveva coinvolto, lunedì, 13 studenti, accertando un caso di positività, al quale si era unita quella di un secondo insegnante di educazione musicale. Complessivamente, dunque, sfiorano l’ottantina i componenti della comunità scolastica chiamati a fare l’accertamento.

Il sindaco Daniela Bernardi segue costantemente gli sviluppi della situazione, in stretto contatto con la dirigente dell’Istituto comprensivo di cui le medie Piccoli fanno parte, Luella Guglielmin: «Aspettiamo a ore – conferma la preside – i responsi mancanti, che riguardano appunto pure alcuni professori».

E proprio questa è la ragione che ha impedito l’immediato ritorno in classe degli alunni ormai “certificati” come negativi al coronavirus: per poterli riammettere a scuola in tranquillità è necessario attendere anche l’esito dei tamponi degli insegnanti con cui si sono relazionati.

La vicenda, poi, innesca un problema a cascata, quello degli orari, che in certe classi non possono essere rispettati proprio per effetto della carenza “aggiuntiva” di organico, che se già era in sofferenza prima, adesso è appesantita dalla mancanza dei professori chiamati a fare il test.

«L’intenzione era di garantire il tempo prolungato, ma la settimana è stata davvero sfortunata», commenta al riguardo la dirigente, che ha dovuto in parte rivoluzionare il piano delle entrate e delle uscite.

«Invito alla massima collaborazione – sprona –, alla comprensione e alla pazienza: il disagio è di tutti e comprendo bene i problemi che si innescano per le famiglie. La sicurezza, però, dev’essere il nostro primo pensiero. Ciascuno è dunque chiamato a fare la propria parte».

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