Task force anti-Covid, controlli a scuola a Pordenone: intanto al liceo anche un docente positivo

I tecnici della prevenzione e assistenti sanitarie al Leopardi Majorana e a San Vito: le verifiche saranno estese in provincia

Non ci si limita a isolare studenti e insegnanti positivi per “bloccare” sul nascere lo sviluppo di focolai di Coronavirus. A neanche venti giorni dall’inizio della scuola parte la fase due: quella dei controlli direttamente negli istituti. L’azienda sanitaria del Friuli occidentale, sempre attraverso il Dipartimento di prevenzione, ha messo in piedi una task force che, da ieri, ha iniziato l’ispezione nelle scuole per valutare una corretta applicazione delle regole. Un’ispezione che, ancora una volta, avviene in accordo con i dirigenti scolastici, partner fondamentale del sistema sanitario per riuscire a debellare i contagi in classe.



Ieri mattina una nutrita squadra di tecnici della prevenzione e di assistenti sanitarie ha fatto un’ispezione nella sede del liceo Leopardi Majorana in cui è stata “sospesa” una classe – nel frattempo un docente è stato trovato positivo –, ma anche all’Istituto comprensivo di Ligugnana di San Vito al Tagliamento. Da quanto si è appreso i tecnici hanno voluto verificare sul campo l’applicazione delle regole che sono state sottoscritte sia dalle scuole sia dalle famiglie (attraverso il patto di corresponsabilità). I controlli non hanno come obiettivo quello di sanzionare le scuole, ma semmai di introdurre, laddove necessario, dei correttivi che possano migliorare ulteriormente la protezione delle comunità classe. Il modello è un po’ quello che è stato utilizzato durante l’estate con i punti verdi: dopo la fase di avvio, seguono sopralluoghi, verifiche e aggiustamenti sul campo, anche rigorosi se necessario. Per cui le verifiche proseguiranno.

Lo scenario di una chiusura delle scuole non è contemplata dall’azienda sanitaria: il modello perseguito resta e resterà quello dell’isolamento di microgruppi o, al massimo, di una classe, come avvenuto al liceo, qualora si renda necessario circoscrivere la situazione in tempi molto rapidi. I bambini delle scuole primarie e i ragazzi delle medie stanno dando prova di maggior rispetto delle restrizioni, all’interno delle classi e fuori, rispetto ai ragazzi delle superiori, che tollerano con meno pazienza mascherine e distanziamento. Un caso evidente – come segnalato più volte – anche sugli autobus.

Sul coinvolgimento dei ragazzi e la loro responsabilizzazione si basa molto questa seconda fase dell’emergenza. —

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