Focolaio di legionella, otto persone in ospedale: «Non siamo in emergenza, ma non fate la doccia»

AVIANO. Febbre, tosse, difficoltà respiratorie. Con questi sintomi otto persone si sono presentate all’ospedale di Pordenone nell’arco di quattro giorni. Tutte sono state sottoposte in via precauzionale a tampone (nessuna positività), ma la diagnosi è stata un’altra: legionella.
Il focolaio si è sviluppato tra Villotta e Castello di Aviano. A mettere sul chi va là il sindaco Ilario De Marco è stato il direttore de “il13” Gigi Di Meo che aveva “in mano” alcuni casi. Il primo cittadino ha convocato in videoconferenza i vertici del Dipartimento di prevenzione dell’Azienda sanitaria e di Hydrogea.
In serata la nota che conferma «il focolaio di legionella» tra Villotta e Castello. Al momento i malati sono otto, alcuni ricoverati in ospedale, un 70enne di Castello in condizioni critiche.
L’Azienda sanitaria ha confermato i casi positivi e precisato che «sono in corso indagini in merito alle cause e all’origine del fenomeno». Al momento «non sono emersi elementi di preoccupazione per la salute pubblica». Hydrogea ha confermato che «i parametri di potabilità sono sempre stati rispettati». Ciononostante alcuni campioni sono stati trasmessi all’Arpa «per una analisi più approfondita il cui risultato sarà comunicato nelle prossime giornate».
Oggi nuovo incontro con Asfo e Hydrogea: in Comune è stato istituito un gruppo di lavoro.
Dal canto suo il presidente dell’ente gestore dell’acquedotto Giovanni De Lorenzi ha spiegato che «i tecnici hanno eseguito i prelievi nelle abitazioni della persone che hanno presentato sintomi da legionella e dall’acquedotto. I risultati saranno resi noti lunedì dall’Asfo». Qualora emergesse la presenza di legionella nella rete «è evidente che dovremo procedere ad una immediata sanificazione, ma questo fa parte del nostro mestiere e ci prendiamo la responsabilità di assicurare l’assoluta potabilità dell’acqua».
Hydrogea evidenzia che «la presenza della legionella si verifica solitamente in circuiti chiusi tendenti a temperature anomale. Si rileva, infatti, tra i 25 e 55 gradi e l’acqua non può essere distribuita, per legge, oltre i 25». La causa potrebbe essere ricercata «negli accumuli d’acqua che si sono riscaldati o anche nel basso consumo. L’utilizzo di scambiatori di calore nelle abitazioni preclude la presenza batterica della legionella».
Il sindaco, infine, indica come probabile veicolo di trasmissione «le goccioline d’acqua. Se la stessa è contaminata, si eviti di fare la doccia, sciacquare i denti con un bicchiere e no con il getto». Per una ordinanza «non ci sono gli estremi, la salute pubblica non è in discussione». —
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