Caso centro stupri, l’avvocato dei ragazzi: "Si è scatenata una campagna di odio nei confronti dei genitori"

UDINE. Quello «che non si può tollerare sono le aggressioni gratuite e sprezzanti nei confronti di persone che hanno la “sola responsabilità” di essere genitori di figli che hanno sbagliato, pur senza commettere, a mio giudizio, reati – interviene l’avvocato Maurizio Miculan che difende cinque di quei ragazzi –. È inaccettabile la compagna di odio che si sta sviluppando in questi giorni nei confronti dei padri e delle madri delle persone coinvolte in questa vicenda. Non ha alcun senso collegare quanto accaduto nell’ambito dei festeggiamenti di un compleanno di ventenni con le attività imprenditoriali di persone serie che lavorano da anni, dando occupazione a numerose famiglie».
Il legale si scaglia contro i “mostri mediatici”, che collegano la “genitorialità” con l’attività lavorativa di tali persone. «Non ci si rende conto che, così facendo – è la chiosa – si stanno arrecando danni di immagine ed economici gravissimi, soprattutto in un momento storico come questo, a chi svolge onestamente il proprio lavoro. I fatti sono questi, saranno chiariti nelle sedi istituzionali, fino ad allora non è consentito a nessuno scrivere sentenze e mettere a repentaglio le attività di tali imprenditori e dei loro dipendenti.
Per questi motivi – annuncia Miculan – rappresento che ho ricevuto mandato per procedere nelle competenti sedi giudiziarie nei confronti di tutti coloro che diffameranno i genitori dei miei assistiti, con frasi lesive della loro reputazione personale e imprenditoriale».
Per approfondire la vicenda
A pagare, per ora, è stato il titolare del Kursaal, cui la Questura ha notificato un’ordinanza di chiusura per due settimane a causa di quella targhetta a nome del “Centro stupri” che riservava i tavoli. Ma non è detto che altrettanti provvedimenti non possano essere presi nel locale in cui si è festeggiato il compleanno, se emergerà che effettivamente, i ragazzi vi hanno trascorso la serata indossando quelle magliette, visto che le indagini sono in pieno svolgimento.
Insomma, le mazzate, al momento, arrivano non sui figli ma sui padri e sulle imprese, già piegate dalla lunga chiusura forzata. A segnalarlo è la Cgil di Udine che interviene sulla vicenda del “Centro stupri”, attraverso il segretario generale Natalino Giacomini e quello provinciale della Filcams Francesco Buonopane, esprimendo una condanna che guarda anche agli effetti materiali del gesto, «dal momento che un’azienda resterà chiusa due settimane e i suoi dipendenti rimarranno fermi pagando per colpe altrui».
Un effetto domino, quello nato da una festa di compleanno in cui un gruppo di ragazzi ha dato il peggio di sé, che ora danneggia economie e famiglie.
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