Cinema, teatri e sagre: la Regione Fvg riapre tutto

Testo pronto entro il 3 giugno, coi contagi al minimo si punta a ulteriori riaperture in regione. Il governatore darà il via libera a tutte le attività per cui sono state predisposte le linee guida

UDINE. La curva dei contagi, con appena quattro nuovi casi ieri e uno martedì se escludiamo i dieci asintomatici registrati in due case di riposo del Pordenonese, sta convincendo Massimiliano Fedriga a continuare a muoversi sul piano delle aperture senza imporre alcuna ulteriore limitazione come sta avvenendo, ad esempio, in Piemonte oppure nella città di Milano dove il sindaco Giuseppe Sala ha vietato l’asporto delle bevande dai bar dopo le 19 per evitare gli assembramenti tipici dell’orario dell’aperitivo.

In Friuli Venezia Giulia, invece, la situazione continua a essere, a una decina di giorni dal quasi liberi tutti del 18 maggio, ampiamente sotto controllo e dunque il governatore pare intenzionato a non innestare alcuna marcia indietro.

L’ultimo Decreto della presidenza del Consiglio dei ministri scade il 3 giugno – data nella quale l’Italia riaprirà i propri confini ai cittadini dell’Unione europea – e, dunque, Fedriga ha la necessità di predisporre entro quel giorno una nuova ordinanza che valga su scala locale.

E in quest’ottica il governatore ha le idee chiare con l’obiettivo di autorizzare a ripartire in Friuli Venezia Giulia tutto quello che, in sede di Conferenza delle Regioni, è stato predisposto quanto a linee guida e fatto proprio, come da accordo politico, dal Governo giallorosso. Via libera, quindi, a rifugi alpini, autonoleggi, circoli culturali e ricreativi, cinema, teatri e spettacoli, formazione professionale, sagre e fiere oltre ai servizi per l’infanzia e l’adolescenza per quanto sulla fascia 0-3 anni ci siano ancora da limare alcuni punti.

LA SITUAZIONE ATTUALE

Il Friuli Venezia Giulia, come accennato, parte già da una situazione migliore, quanto a liberalizzazioni e soprattutto ai momenti in cui sono state concesse, rispetto ad altre Regioni del Nord.

Da lunedì 18 maggio, infatti, alle nostre latitudini è stato cancellato qualsiasi limitazione ai movimenti intra-regionali, e autorizzato lo spostamento nelle Province venete di confine per i residenti a Udine e Pordenone, così come sono stati fatti riaprire i negozi al dettaglio di qualsiasi tipologia, i centri commerciali, bar, ristoranti, trattorie, osterie, pub e, più in generale, gli esercizi che somministrano cibo e bevande autorizzandoli a lavorare non più soltanto per asporto oppure per consegne a domicilio.

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Via libera, quindi, anche alle palestre e alle piscine – per quanto in quest’ultimo caso la maggior parte di esse riaprirà i battenti soltanto nei prossimi giorni –, così come alle attività di parrucchiere, barbieri ed estetiste letteralmente prese d’assalto dopo i lunghi mesi del lockdown .

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Cancellato, quindi, l’obbligo di chiusura di supermercati e centri commerciali nelle giornate di domenica e nei festivi, sono state poi ovviamente confermate le autorizzazioni per quegli esercizi commerciali che già potevano operare senza alcun patema durante la serrata come edicole, negozi di vendita di fiori, profumerie, ottici e farmacie.

TURISMO E CENTRI PER L'INFANZIA

Il prossimo, e più immediato, step, adesso, per il Friuli Venezia Giulia è rappresentato dall’inaugurazione della stagione balneare che, al di là della fuga in avanti di Grado per alcuni stabilimenti, è fissata a domani.

Anche in questo caso ci si baserà sulle linee guida della Conferenza delle Regioni declinate su scala locale, lasciando comunque ampio spazio di manovra ai Comuni turistici.

Il regolamento è pronto e sul corretto distanziamento tra gli ombrelloni, alla fine, la Regione ha rinunciato a puntare sulla densità chiarendo che nei lidi in concessione, così come per le spiagge libere, resterà in vigore quanto previsto dal Piano di utilizzazione del demanio marittimo che pone le strutture per l’ombra al vertice di maglie di dimensione uguale o superiore a 3,50 x 3,50 metri lineari, oppure in alternativa a 3 x 4,50 metri lineari quindi in ogni caso maggiore rispetto ai 10 metri quadrati imposti come dimensione minima dalle linee guida stilate dalla Conferenza delle Regioni.

È ammessa, inoltre, la perimetrazione, oppure la recinzione, di aree libere e in concessione se funzionale a garantire la distanza di sicurezza e a scongiurare assembramenti e fermo restando l’obbligo di predisporre varchi per il raggiungimento della battigia, concessionari e Comuni dovranno disporre di corridoi di entrata e uscita all’arenile per gestire l’afflusso di persone.

Ai gestori e ai Comuni è data facoltà di interdire, anche soltanto temporaneamente, l’utilizzo di una parte o dell’intera area balneabile per garantire il rispetto delle misure sanitarie previste ed evitare assembramenti, anche se resta l’obbligo di assicurare il servizio di salvataggio.

Tra le disposizioni incluse figura poi la chiusura notturna di spiagge e arenili, da mezzanotte alle 5. Per il resto, infine, si spingerà, parecchio, per sostenere le prenotazioni online degli ombrelloni cercando di evitare qualsiasi rischio di assembramento, oppure di code, all’ingresso della spiaggia. E se non si costringeranno i gestori a provare le temperature di tutti i bagnanti, ma ci si limiterà a basarsi sull’autocertificazione, allo stesso tempo pare quasi scontato un controllo dei clienti attraverso l’utilizzo di materiale come i braccialetti.

Dal 1° giugno, inoltre, sarà possibile anche ripartire con i centri estivi per i bambini da 3 a 17 anni e, probabilmente, anche riaprire i nidi per la fascia 0-3. «In questo caso però – spiega Fedriga – stiamo aspettando le ultime verifiche del Governo sulle nuove linee guida in materia».

LE NOVITA'

Tra le principali novità della nuova ordinanza, come detto, ci sarà il semaforo verde per cinema e teatri pur, ovviamente, dietro rigide prescrizioni. Per gli spettacoli al chiuso, ad esempio, è stato fissato il limite massimo di 200 persone (cast compreso) che sale a mille per quelli organizzati all’aperto. I gestori dovranno inoltre riorganizzare gli spazi, per garantire l’accesso in modo ordinato e il mantenimento di almeno un metro di separazione tra gli utenti, a eccezione dei componenti dello stesso nucleo familiare oppure conviventi o per le persone che in base alle disposizioni vigenti non siano soggette al distanziamento interpersonale. I posti a sedere dovranno anche prevedere una seduta e un distanziamento minimo, tra uno spettatore e l’altro, sia frontalmente che lateralmente, di almeno un metro.

Per nuclei familiari e conviventi vi è la possibilità di sedere accanto, garantendo la distanza fra loro e gli altri spettatori di un metro, nonché la possibilità di ridurre il distanziamento sociale in presenza di divisori in plexiglass, anche rimovibili, da installare tra un nucleo di spettatori e un altro. L’eventuale interazione tra artisti e pubblico deve pure garantire il rispetto delle raccomandazioni igienico-comportamentali e in particolare il distanziamento tra le due componenti di almeno due metri.

Per il personale, andando oltre, devono essere utilizzati idonei dispositivi di protezione delle vie aeree negli spazi condivisi oppure a contatto con il pubblico, mentre tutti gli spettatori devono indossare la mascherina. Per quanto riguarda gli autonoleggi, invece, l’indicazione principale fornita dalle linee guida è quella che porta all’obbligo di sanificazione del veicolo prima della consegna a un nuovo cliente, mentre per il servizio di bike sharing corre anche l’obbligo di assicurare l’igienizzazione delle mani del cliente oppure, in alternativa, fornire allo stesso due guanti monouso da gettare al termine del noleggio.

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