Prima messa in Duomo per una decina di fedeli, il parroco: "Che gioia, questo momento ci è mancato"

UDINE. Il duomo di Udine ha aperto il portone centrale poco dopo le 7.30 di lunedì 18 maggio. Dopo oltre due mesi di lockdown monsignor Luciano Nobile ha potuto finalmente celebrare una messa. La prima della fase due.
Una decina i fedeli che, muniti di mascherina, si sono fatti trovare sui banchi della cattedrale alle 8, al momento dell’ingresso del parroco.
«E’ una gioia poter celebrare insieme al popolo fisicamente presente – ammette Nobile – una liturgia fatta solo dal sacerdote è troppo poco. Sono le persone a rendere “piena” una celebrazione. Ci è mancato questo momento, riprendiamo con soddisfazione e con fiducia», confida il monsignore.

Per il momento, almeno fino a giugno, in duomo è prevista una sola messa al giorno, alle 8 del mattino. I fedeli devono entrare con la mascherina e con i guanti. Chi ne è sprovvisto ha l’obbligo di sanificarsi le mani. Non a caso una bottiglietta di gel disinfettante è stata posta su un tavolino all’ingresso della chiesa.

Una sorta di “acqua benedetta” contro l’epidemia da coronavirus. Per il resto è cambiato poco o nulla, con i fedeli che entrano facendosi il segno della croce, si siedono lontani gli uni dagli altri e partecipano alla funzione. Nel momento dell’eucarestia anche il parroco indossa la mascherina, sanificandosi le mani prima di consegnare ai fedeli la particola.
Per ora quindi, in cattedrale, il distanziamento sociale non è stato un problema, anche perché le persone che hanno partecipato alla prima messa della fase 2 sono state poche. Potrebbe essere più complicato il rispetto delle distanze nelle piccole chiese di paese.
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