Si è ammalata a Monza dove era ricoverata per un’operazione alla gamba: Udine dice addio alla maestra Maria

Domenica sera Maria Isola Molaro era risultata positiva al coronavirus. Le sue condizioni sono peggiorate in pochi giorni

Era stata ricoverata al policlinico di Monza per un’operazione al ginocchio ma si è ammalata di coronavirus ed è morta dopo pochi giorni. Maria Isola, 86 anni (ne avrebbe compiuti 87 il prossimo 30 settembre), friulana, per oltre 40 anni insegnante di scuola elementare, aveva scelto quell’ospedale perché lì lavorava il medico, un primario, che l’aveva curata qualche anno fa.

Non aveva alcun sintomo apparente, Maria Isola, che avrebbe dovuto essere operata lunedì scorso. Domenica sera, raccontano i familiari, assieme agli esami di routine, le è stato fatto un tampone ed è risultata positiva al virus. In soli tre giorni la situazione è precipitata. L’anziana è deceduta nella tarda serata di giovedì, al policlinico di Monza, per una grave crisi respiratoria.


Originaria del piccolo comune di Montenars, cui era particolarmente legata, aveva vissuto per anni a Codroipo assieme alla sua famiglia. L’ottantaseienne friulana si era poi trasferita a Udine circa 15 anni fa, per stare più vicina ai figli. Abitava in piazzale Duomo, in pieno centro. Insegnante di scuola elementare all’istituto della frazione codroipese di Zompicchia, Maria Isola ha formato generazioni di studenti. In tanti la ricordano ancora con grande affetto e stima. Da anni frequentava con interesse e passione i tanti corsi organizzati dall’Università della Terza Età di Udine.

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Donna di grande cultura e di tanti interessi, amava l’arte, la pittura e la poesia. Diversi i premi che le sono stati assegnati nel corso degli anni. Nel 2017, il Club Unesco l’aveva premiata per il dipinto “Pace a colori nella globalizzazione”. Un riconoscimento che l’aveva resa particolarmente orgogliosa della sua opera. Una donna dolce, con un grande cuore ma dal carattere forte e deciso, così la ricordano i figli Enrico, 60 anni, imprenditore nel settore meccanico siderurgico, che risiede a Montebelluna, in Veneto, e Carlo, 57 anni, noto e stimato commercialista udinese.

I familiari sono ancora molto scossi dalla grave perdita. «È morta sola. Non abbiamo potuto neppure starle accanto – le parole di Enrico, che fatica a trattenere le lacrime –. Era stata ricoverata al policlinico di Monza per una protesi al ginocchio ed è lì che ha contratto il virus. Era già debilitata e la situazione è precipitata nel giro di pochi giorni. Una cosa tremenda. Nostra madre era stata operata all’ospedale di Monza dieci anni fa da un primario che conosceva e quindi ha deciso di tornare lì visto che doveva rifare l’intervento per la protesi. Era stata ricoverata lo scorso 10 gennaio.

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Dopo una prima operazione si erano verificate alcune complicazioni e ora stava aspettando di essere operata nuovamente. La mamma era stata trasferita a Novara proprio perché a Monza c’era il problema del coronavirus. Domenica 22 marzo, a Novara, assieme ad altri esami effettuati prima dell’intervento, le è stato fatto anche il tampone ed è risultata positiva al virus. Non aveva alcun sintomo fino a quel momento. L’operazione ovviamente è stata rimandata e l’hanno nuovamente trasferita a Monza ed è lì che, in pochi giorni, è deceduta per una grave crisi respiratoria, che non è riuscita a superare».

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Maria Isola lascia i figli Enrico e Carlo e i suoi tre nipoti, cui era molto legata. Il marito Angelo Molaro era mancato nel 1990. «È stata una mamma sempre presente. Un punto di riferimento per me e Carlo – aggiunge il figlio Enrico –. Dopo la laurea aveva intrapreso il percorso per diventare assistente sociale ma poi ha scelto di insegnare alle scuole elementari. Adorava il suo lavoro e ha sempre avuto uno splendido rapporto con i suoi alunni. Per loro era la maestra Maria. Ci ha permesso di studiare e ci ha sempre seguiti nel nostro percorso di vita. È un dolore straziante averla persa e non aver potuto nemmeno abbracciarla per l’ultima volta».

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