Sospesi i funerali, niente fiori e lacrime al tempo dell'epidemia: «Così l’addio è ancora più triste»

L’ultimo saluto è senza il conforto di un abbraccio. Anche il dolore per la perdita di un familiare va vissuto un metro di distanza. Non c’è la vicinanza delle persone a dare forza. L’addio, quando l’emergenza da coronavirus ha fatto sospendere la celebrazione dei funerali, è solo per i parenti più stretti. Mogli o mariti, figli, genitori, fratelli. Già dieci persone sono troppe in cimitero.
Nella cella mortuaria, invece, si può entrare solo tre alla volta ed è vietato usare l’acquasantiera per benedire il defunto «può essere fonte di contagio» dicono Rino la figlia Elisa delle onoranze funebri Gori di Mortegliano. Il paese sta piangendo le nove persone morte alla casa di riposo “Rovere Bianchi” dove 42 sono gli ospiti contagiati. «Ora le persone, a differenza di quanto succedeva inizialmente – spiegano – sono molto spaventate dal rischio di un possibile contagio e quindi capiscono quanto è importante rispettare le disposizioni. Certo, sono profondamente dispiaciute di non poter celebrare il funerale. Molti decidono di procedere con la cremazione con una successiva benedizione dell’urna».
Il feretro, dunque, dal luogo di morte viene trasferito direttamente o in cimitero per la sepoltura in loculo o a terra «e in questo caso è prevista una benedizione da parte del parroco – spiegano dalle onoranze Gori – che utilizza il microfono dell’auto funebre per farsi sentire dalle persone a una certa distanza restando lontani gli uni dagli altri».
Un addio senza condoglianze, senza più strette di mano, senza corone di fiori. Un ultimo viaggio terreno da soli. «Le persone sono davvero molto dispiaciute – spiega Marco Mansutti delle onoranze funebri Mansutti di Udine – di non poter celebrare il funerale del loro caro. Al momento della sepolutura possono partecipare un massimo di 3-4 persone. Anche noi ci siamo dovuti riorganizzare. Al lavoro siamo in servizio in due e ci alterniamo e può entrare in ufficio solo una persona alla volta».
Al dolore per la perdita di un familiare che si somma al dispiacere di non poterlo salutare. «Le persone ora hanno capito – dichiara Aldo Basso delle onoranze funebri Ardens – che ci sono delle misure anti-contagio che devono essere rispettate. Inizialmente erano un po’ restie, adesso hanno compreso che all’ultimo saluto prima della sepoltura possono partecipare solo i familiari più stretti. Sono in molti, però, che adesso prediligono la cremazione. La bara, dopo la benedizione in cella mortuaria che di solito viene data dal prete della parrocchia in cui risiedeva il defunto, viene poi portata direttamente nell’impianto apposito».
Regole da rispettare, anche se l’amarezza resta. «Spieghiamo la situazione alle persone – riferisce Pierino Cosatto delle onoranze funebri rivignanesi Rivignano – e cerchiamo di essere vicini ai familiari in questi momenti così difficili. Sicuramente la mancanza di una cerimonia, degli abbracci di conforto, delle strette di mano rende tutto molto più triste e malinconico perché si tratta di piccole cose ma che in realtà sono molto importanti. Molti, una volta finita questa emergenza sanitaria, hanno già chiesto al parroco di poter celebrare una messa. Prima della sepoltura in cimitero viene fatto un piccolo ricordo del defunto, ma in altri casi si procede direttamente alla cremazione senza nemmeno un saluto. E questo è davvero molto triste».
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