Cane insegue e uccide a morsi un capriolo nel parco

UDINE. È stata azzannata da un cane vagante nel parco del Torre ed è morta dissanguata. Un fatto che ha mandato su tutte le furie il direttore della Riserva di caccia di Udine Silvano Buiatti il quale, sull’accaduto, ha presentato un esposto.
A sentire i lamenti di una femmina di capriolo di circa un anno, l'altro giorno, sono stati alcuni passanti che si erano avventurati nell’area verde per una passeggiata e che, quando hanno scorto la bestiola agonizzante, hanno chiamato la polizia locale.
Buiatti, dopo aver consegnato la carcassa della bestiola all’addetto al recupero fauna, ha inviato una segnalazione alla polizia forestale e al sindaco Pietro Fontanini.
L’animale, azzannato al collo e all’addome, è stato ritrovato a non più di 300 metri dalla pista ciclabile in mezzo alla vegetazione. A ucciderlo, secondo Fortunato Forner, il veterinario che ha effettuato l’ispezione sanitaria, è stato un cane.
Ma, come stabilito da un regolamento comunale, nell’area verde che costeggia il Torre vige l’obbligo di condurre i cani al guinzaglio, a maggior ragione in questo periodo così delicato, perchè coincide con il clclo annuale di riproduzione della totalità delle specie selvatiche presenti in zona.
«La bestiola è morta dissanguata dopo atroci sofferenze per la superficialità di chi non ha rispettato un limite stabilito giustamente dal Comune – punta l’indice il direttore della Riserva – credo che il rispetto del Regolamento approvato con delibera 34 il 22 aprile 2015 sia importante per la salvaguardia dell’incolumità delle persone e della fauna selvatica, cosa che sicuramente avranno a cuore gli stessi proprietari dei cani, in quanto amanti della natura e degli animali».
La zona limitrofa al torrente, lungo la pista ciclabile nel parco comunale del Torre, è da sempre densamente popolata da animali selvatici di molte specie, anche di notevole interesse.
Eppure, spiegano i cacciatori della Riserva, nonostante il Comune di Udine a tutela della fauna selvatica e delle persone abbia affisso a ogni ingresso della pista ciclabile opportuna cartellonistica che obbliga i frequentatori a tenere i propri cani a guinzaglio come previsto dal regolamento di utilizzo e gestione delle aree verdi pubbliche, ci sono molte persone che li lasciano liberi senza poi controllarli.
«La normativa tendenzialmente impedisce la presenza di cani vaganti – precisa il tecnico faunistico Matteo De Luca –, ogni Comune stabilisce norme di polizia rurale specifiche per i propri parchi, ma anche dove non vi sia il preciso obbligo di tenerli al guinzaglio è buona norma che i proprietari li lascino liberi limitatamente alla loro capacità di controllo, quando cioè sono in grado di imporre loro efficacemente dei comandi.
I cani sono predatori e rispondono a un istinto naturale, specie in questo periodo in cui la fauna selvatica è particolarmente ricca di cuccioli di caprioli, fagiani, lepri e uccelli in genere, che possono rappresentare una facile preda».
Da qui l’esposto presentato dal presidente della Riserva, che ha chiesto l’intervento degli organi deputati a vigilare sul rispetto del regolamento. —
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