Lo chiamano "No Vax", il presidente dei Biologi denuncia tre studenti

I ragazzi su Facebook hanno attaccato Vincenzo D’Anna. L’Ordine fa ricorso e chiede la rimozione della pagina
Il senatore Vincenzo D'Anna e la pagina Facebook “Biologi per la scienza” gestita dai tre studenti
Il senatore Vincenzo D'Anna e la pagina Facebook “Biologi per la scienza” gestita dai tre studenti

UDINE. Tre studenti universitari – uno di loro è friulano – contro l’Ordine dei Biologi. Una vicenda, questa, raccontata in buona parte su Internet e, da qualche settimana, anche da documenti giudiziari relativi al ricorso presentato dall’Ente nazionale per ottenere la rimozione della pagina Facebook gestita dai ragazzi. Al centro della querelle anche le opinioni di ciascuna delle parti sui vaccini.

“Biologi per la scienza”. Tutto comincia circa un anno fa, quando su Facebook spunta la pagina intitolata “Biologi per la Scienza” dove, alla voce Informazioni, si legge che si tratta di una «community che non si sente rappresentata dall’Ordine nazionale dei biologi e che chiede la rimozione del presidente Vincenzo D’Anna».

Gli amministratori sono, come loro stessi spiegano in un recente post, tre 23enni che chiariscono anche di «essere stati citati in giudizio dall’Ordine nazionale dei biologi». Poi aggiungono che la loro pagina ha da sempre «un taglio irriverente» coniugato con «una continua attenzione per una corretta divulgazione scientifica».

A loro giudizio, un Ordine come quello dei biologi, non può «portare avanti conferenze e affermazioni infondate dal punto di vista scientifico. Il nostro – scrivono – è stato un impegno preso sia come cittadini sia, soprattutto, come studenti universitari che in futuro lavoreranno in ambito scientifico e che si sentono in dovere di ritornare alla comunità il frutto dei propri studi». Poi, la conclusione, sempre su Facebook: «Abbiamo contatto un avvocato (l’udinese Maurizio Miculan, ndr) e per chi volesse sostenerci anche economicamente apriremo una donazione libera attraverso una piattaforma di crowdfunding. Se la cifra dovesse superare i costi che avremo doneremo tutto in beneficenza a medici senza frontiere e alle loro campagne di vaccinazione nei paesi del terzo mondo».

L’ordine dei biologi. L’Ordine dei biologi, come si legge in una nota diffusa anche attraverso il sito ufficiale il 14 marzo, ha avviato (ai sensi dell’articolo 700 del Codice di procedura civile) nei confronti dei tre studenti responsabili della pagina Facebook “Biologi per la scienza” «un’azione di tipo cautelare finalizzata a sollecitare l’obbligo che incombe sul social network di controllare i post che vengono pubblicati e, solo in via subordinata, è tesa a ottenere la condanna a rimuovere le diffamazioni, le accuse di brogli elettorali e le offese rivolte, attraverso quello stesso profilo social, al rappresentante dell’Ordine nazionale dei biologi e ai cinquantamila biologi iscritti».

Il senatore Vincenzo D’Anna, presidente dell’Ordine, ha aggiunto: «Abbiamo esibito centinaia di screenshot risalenti ad oltre un anno di post diffamatori ed oltraggiosi, che hanno costretto l’Ordine a rivolgersi alla giustizia civile, non avendo sortito alcun effetto la segnalazione recapitata formalmente a Facebook. Per mesi – ha aggiunto D’Anna – da quella pagina è stata svolta, con costanza, un’azione volta a creare disdoro all’immagine dell’Ordine e a quella del suo presidente. Finanche l’invito a non pagare la quota di iscrizione ed a disdettare sul falso presupposto che l’Ordine svolgesse attività No Vax. Un cumulo di offese e di denigrazioni gratuite che non poteva essere più tollerato».

Il ricorso. Il ricorso è stato presentato nell’interesse dell’Ordine nazionale dei biologi (che ha sede a Roma) e del presidente Vincenzo D’Anna, che agisce anche in proprio, rappresentato dall’avvocato Luca Rubinacci. In sintesi, con tale provvedimento, si chiede la rimozione della pagina “Biologi per la scienza”. Il ricorso ai rivolge sia a Facebook, sia al friulano Giovanni Schiesaro, a Gianluca Masella e a Sven Turkalj nella loro qualità di amministratori della pagina. La questione sarà discussa durante l’udienza cautelare in programma per il 2 aprile. «Siamo di fronte all’esercizio del diritto di critica scientifica – ha commentato l’avvocato degli studenti, Maurizio Miculan – con riferimento a posizioni tra loro contrapposte. Una critica dai toni forse accesi, ma dai contenuti sicuramente leciti».

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