Aldo, il custode del campanile che sale 4 mila gradini al mese

MORTEGLIANO. Il campanile di Mortegliano, nel suo primo mezzo secolo di vita, corrispondeva quasi soltanto a un mito, quello del più alto d’Italia. Originale nella sua altissima guglia in cemento armato, splendente di notte da lontano, ma solo e muto.
Per i suoi 113 metri e 20 centimetri, da guardare naso all’insù, basta. Ma da aprile 2018, il campanile di Mortegliano ha perso il suo splendido isolamento ed è diventato casa di tutti, meta da cui ammirare il Friuli dai monti al mare.
La finestra da cui guardare i colori dell’alba e del tramonto, la magia del paese innevato di qualche giorno fa. Comitive si prenotano di settimana in settimana per l’ascesa dei 330 gradini, c’è anche chi sotto le campane ci va a festeggiare il compleanno.
Da dove l’exploit della torre morteglianese? È l’entusiasmo di un arzillo 77enne residente, Aldo Paravano, volontario della parrocchia, a contagiare i sempre più numerosi visitatori: lui nonostante le tante primavere fa la guida, senza accusare troppo il fiatone, ai gruppi che vogliono raggiungere vetta. È una fucina di idee, di sempre nuove occasioni e iniziative per valorizzare il campanile. Che fa complessivamente 4 mila gradini in media in un mese.
Aldo, in pensione dopo essere stato falegname e commerciante del legno, finora era noto in paese per i suoi scherzi. Uno ne faceva e uno ne pensava, sempre diretti con bonaria ironia alla collettività. È stato proprio lo scherzo d’aprile 2018 a fargli incontrare il campanile.
L’aveva pubblicato su un noto social, annunciando l’installazione dell’ascensore per far salire le comitive a bere il caffè al distributore Cda installato in cima alla fatidica e finora irraggiungibile al pubblico quota 113. Ma, da paradosso d’aprile, l’idea dell’ascensore è diventata perfino fattibile.
Infatti Paravano e il consiglio pastorale stanno acquisendo preventivi e per i 300 mila euro che occorrono sono a caccia di un contributo o una sponsorizzazione.
L’obiettivo immediato è invece raccogliere aiuti per l’adeguamento della struttura, in vista di una fruibilità più autonoma da parte dei visitatori. Sempre col blocchetto delle ricevute nella tasca della giacca, Aldo è pronto a ricordare agli ospiti che «è gradita un’offerta, meglio se cartacea». Altra lampadina che si è accesa al “vecchietto terribile”, l’adozione dei gradini.
Finora ne sono stati assegnati 82 ad altrettanti donatori, che in cambio avranno a perenne memoria dei posteri nome e data incisi nella targhetta in ottone. «Abbiamo raccolto circa 13 mila euro – gongola, sventagliando il libretto delle ricevute – per adeguare la scala alle norme, grazie a Giuseppe Vesca della Serrametal che ci fa il lavoro e attende di essere pagato quando potremo».
Per adesso è libera la salita la prima rampa, già bello lo spettacolo a 20 metri d’altezza (ore 9-13 nei giorni feriali, 9-18 sabato e festivi). Per scalare fino all’apice, invece, occorre farsi accompagnare massimo in gruppi di 15.
Ora però salgono tutti a vedere i tramonti, dalle classi di coscritti ai turisti di passaggio, e nella bella stagione si andrà anche per albe: così si sono aggiunti come guide Stefania Gigante e Alessandro Pennazzato. Le prossime salite per il tramonto sabato e domenica alle 16.15: serve prenotazione alla Pro loco oppure su Campanile di Mortegliano Fb. —
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