«È in malattia, gioca a calcio»: operaio licenziato ma risarcito

Cordenons, “punizione” della vecchia proprietà della Cartiera dopo aver visto le foto. La Ugl Chimici: i nuovi padroni hanno riconosciuto che la convalescenza era finita

CORDENONS. Si fa male a un piede mentre è al lavoro, l’azienda lo licenzia per giusta causa. La motivazione? Durante il periodo di infortunio, il dipendente avrebbe messo a rischio la sua guarigione tirando qualche calcio ad un pallone. Ora, a distanza di più di un anno, la stessa azienda lo rimborserà pagandogli 19 mensilità, a titolo di transazione generale e novativa.

Si è chiusa davanti al giudice del tribunale del lavoro Angelo Riccio Cobucci – con la sottoscrizione di un accordo tra le parti – la causa avviata da un ex dipendente, residente a Cordenons, nei confronti del Gruppo Cordenons, l’azienda produttrice di carte fini e tecniche, con sede a Milano e due stabilimenti, di cui uno a Cordenons. L’importo pattuito sarà corrisposto dalla proprietà «senza riconoscere alcun fatto tra quelli dedotti da parte ricorrente».

Il protagonista di questa vicenda in cartiera a Cordenons lavorava dal 2004. Era stato licenziato nel settembre 2017, perché a pochi giorni dalla fine del periodo di infortunio era stato fotografato mentre stava giocando a calcio e le foto erano state spedite da ignoti al datore di lavoro.

Convinto di non avere fatto nulla di pregiudizievole per l’azienda, il cordenonese si era rivolto al suo sindacato, l’Ugl Chimici, che aveva aprì una vertenza nei confronti dell’azienda per il riconoscimento dell’illegittimità del licenziamento.

«La direzione aziendale – dice Michael D’Andrea, segretario provinciale dell’Ugl Chimici – aveva giustificato il licenziamento dicendo che il comportamento del nostro iscritto avrebbe potuto peggiorare la sua situazione fisica e determinare un prolungamento dell’infortunio ai danni dell’azienda.

Non solo questo non era avvenuto – precisa –, ma lo stesso giorno in cui erano scattate le foto il nostro assistito aveva superato positivamente la vista medica Inal di chiusura dell’infortunio. Il periodo era agli sgoccioli e lui stesso lo aveva chiuso addirittura un giorno prima del termine, a dimostrazione che nel suo comportamento non c’era alcuna malizia».

Il dialogo tra sindacato e azienda all’epoca non aveva portato risultati. Intanto il cordenonese era rimasto sette mesi senza un’occupazione. Oggi lavora in un’altra azienda della zona.

«Non c’è stata alcuna disponibilità al dialogo da parte della vecchia proprietà – lamenta D’Andrea –, alla invano avevamo anche chiesto di visionare le foto incriminate».

Da qui il ricorso al tribunale del lavoro, con l’apertura della causa. Nel frattempo, a luglio, è cambiata la proprietà del Gruppo Cordenons, acquisito dal fondo Bain Capital. «Da allora l’atteggiamento dell’azienda è cambiato – rileva il segretario dell’Ugl Chimici – e si è potuti siglare un accordo senza andare a davanti al giudice.

Il nostro assistito ha accettato il licenziamento senza null’altro pretendere, a fronte di 19 mensilità che gli saranno ora corrisposte dall’azienda».

Per D’Andrea è il caso di dire che «finalmente è stata fatta giustizia su una questione che fin da subito non era per nulla chiara. L’accordo è stato trovato grazie alla disponibilità al confronto dimostrata della nuova proprietà dell’azienda, che di fatto ha rimediato all’errore che commesso dalla precedente».

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