Influenza: tre pazienti ricoverati in isolamento a Udine, sono tutti sotto i 50 anni

Il primo caso grave registrato giorni fa al Santa Maria della Misericordia è stato quello di un cittadino afghano poco più che trentenne residente a Udine. Pochi giorni dopo, da Pordenone è stato trasferito a Udine un sospetto caso di Sars. Il terzo paziente è stato ricoverato martedì sera con sintomi molto simili

UDINE. Non ha ancora raggiunto il picco l’epidemia influenzale in Friuli che, nell’ultima settimana, ha portato a 7,7 per mille l’incidenza sui bimbi sotto ai 5 anni e a 7,5 sui pazienti di età compresa fra i 15 e i 65 anni, eppure ci sono già stati i primi ricoveri all’ospedale di Udine, dove tre persone che non si erano vaccinate sono finite in isolamento dopo aver contratto il virus “A”.

Il primo caso grave registrato giorni fa al Santa Maria della Misericordia è stato quello di un cittadino afghano poco più che trentenne residente a Udine. «È arrivato in area di Emergenza con i classici sintomi di una forma aggressiva di influenza – sintetizza Matteo Bassetti, direttore della clinica Malattie infettive –: febbre alta e problemi respiratori, così lo abbiamo ricoverato in isolamento». I successivi accertamenti hanno rivelato che aveva contratto il virus del ceppo H1N1, noto come “la suina”.

Pochi giorni dopo, da Pordenone è stato trasferito a Udine un sospetto caso di Sars. Anche in questo caso si trattava di un soggetto straniero con meno di 40 anni che, in seguito a un pellegrinaggio alla Mecca, era tornato con sintomi compatibili con la malattia. Le sue condizioni erano gravi, anche se non era in pericolo di vita, e pure per lui la diagnosi è stata quella di un virus dell’influenza di tipo “A”, stavolta un H3. «In entrambi i casi si trattava di soggetti piuttosto giovani che non si erano vaccinati» precisa l’infettivologo.

Il terzo paziente è stato ricoverato martedì sera con sintomi molto simili: un paziente di 47 anni, trapiantato, che aveva sviluppato il ceppo H1N1. Ma nemmeno in questo caso si era fatto ricorso al vaccino. Eppure, quest’anno la copertura vaccinale è salita al 55,7% su ultra65enni e categorie a rischio e, contando gli ultimi ritardatari, si potrebbe raggiungere il 57%, fa notare il dottor Bassetti.

Ciò significa che rispetto allo scorso anno la sensibilità è cresciuta. «Ma non basta – osserva – visto che, l’insufficiente copertura vaccinale ha costi sociali e sanitari notevoli, basti pensare che ogni giorno di ricovero in clinica costa mediamente 533 euro, senza contare le spese per terapie o accertamenti diagnostici che vanno a sommarsi a quelle provocate dall’astensione dal lavoro per malattia».

A conti fatti, l’epidemia di quest’anno si sta dimostrando meno aggressiva di quella precedente, quando a Udine si sono contati 29 casi gravi con 7 decessi e solo il 7% di questi pazienti era vaccinato. È ancora presto per tirare le somme, visto che la curva influenzale dovrebbe raggiungere l’apice nelle prossime due settimane, ma l’unico modo per ridurre drasticamente i ricoveri, ricorda Bassetti «è puntare sulle vaccinazioni ed estenderle a tutte le categorie».

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