Vanno al Compro oro per vendere i gioielli, ma trovano la polizia: arrestati

Udine, in manette due stranieri. I risultati dei controlli mirati a prevenire i furti nelle abitazioni. Nei guai anche due ragazze rom sorprese con un cacciavite 

UDINE. È stato un istante. Un colpo d’occhio. Quando un poliziotto della Squadra volante, l'altro giorno, ha visto due ragazzi entrare in un “Compro oro” di via del Gelso ha immediatamente deciso di entrare a dare un’occhiata. E poi i fatti hanno dato ragione al suo intuito.

Quei due giovani, infatti, sono poi stati arrestati con l’accusa di ricettazione perché stavano contrattando la vendita di alcuni preziosi che erano stati rubati il giorno prima in un’abitazione di via Piero Michelini (laterale di viale Venezia e parallela di via Birago).

Gli agenti hanno recuperato la chiusura-gioiello di un collana e due orecchini e li hanno restituiti alla proprietaria che, però, ha recuperato solo una piccola parte di quello che le era stato sottratto.

Infatti, quando domenica scorsa era tornata a casa, aveva dovuto constatare, oltre ai danni, anche la mancanza di un prezioso filo di perle (del valore di migliaia di euro, chiuso appunto dal quel fermaglio in oro e diamanti che stava per essere venduto), orecchini abbinati e alcuni orologi, un bottino da circa ottomila euro.

Nei guai sono finiti gli albanesi Besmir Reci, 19 anni e il diciottenne Ervis Murataj. Entrambi hanno affrontato la prima udienza del processo per direttissima. Il giudice monocratico Carlotta Silva ha convalidato gli arresti e disposto per entrambi il divieto di dimora nell’intera provincia di Udine. I due, infatti, risultano residenti fuori provincia.

Sempre nell’ambito dell’attività di controllo svolta dalla polizia per prevenire i furti sono state pizzicate anche due minorenni rom provenienti dal Veneto. I poliziotti le hanno notate mentre erano chine davanti al portone di un palazzo signorile del centro cittadino.

Quando si sono accorte della presenza della pattuglia le due ragazzine hanno nascosto qualcosa sotto i vestiti e hanno cercato di allontanarsi. Nascondevano un cacciavite, una chiave e una plastica che era parte di una bottiglia di shampoo, uno strumento che, come spiega la polizia, i ladri utilizzano per aprire le serrature delle porte (chiuse senza le mandate) delle case che vanno poi a svaligiare.

Le due sono state denunciate per l’ingiustificato porto di oggetti atti ad offendere e per tentato furto aggravato e poi sono stati affidate a un centro per minorenni.
 

Riproduzione riservata © Messaggero Veneto