Dalla classe all'aula di tribunale: mai denigrare il lavoro degli insegnanti - Il commento
“Il prof ce l’ha con me! ”, “Quella prof mi vuole bocciare!”, “Quell’insegnante lì non può vedermi!” Ecco solo alcuni esempi di frasi che trent’anni fa venivano subito zittite sul nascere ma che oggi, a quanto pare, non solo vengono prese quasi sempre sul serio, ma a volte diventano motivo di vere e proprie battaglie campali fra insegnanti e genitori in cui a finire poi con le ossa rotte (e non sto parlando metaforicamente) non di rado sono i primi. Allora, ad uso dei genitori così solerti nell’accogliere le lamentele dei propri pargoli e nel farsi i di loro avvocati difensori, avrei una breve lista di suggerimenti, giusto per evitare che poi si vada a querelare una prof per un tre o, peggio, che si esca dal colloquio genitori con una denuncia per aggressione.
1) Nessuno ce l’ha con vostro figlio: novantanove volte su cento, se prende un brutto voto non è perché è vittima di un complotto ordito contro di lui, ma molto probabilmente perché non ha studiato abbastanza;
2) Se avete il sospetto che lui, proprio lui e solo lui sia quell’unico caso su cento, che sia stato preso in antipatia da una o un insegnante, andate a parlarci. Quando siete lì, sorridete e fate solo questa domanda: “Cosa può fare mio figlio per migliorare nella sua materia? ”;
3) Assicuratevi che vostro figlio lo faccia;
4) Se poi effettivamente lo fa e continua a prendere brutti voti, se soprattutto avete la prova che lo ha fatto e non è comunque servito, allora sì, siete autorizzati a pensare che l’insegnante ce l’abbia con lui e a chiedere un colloquio con il dirigente scolastico;
5) Se invece vostro figlio non fa quello che gli viene chiesto, non c’è antipatia che tenga: è lui che deve muovere il proverbiale sedere. In ogni caso, mai e sottolineo mai parlare male di un prof davanti ai figli.
Denigrare il lavoro dell’insegnante davanti ai figli – senza contare i casi estremi di genitori che trascinano gli insegnanti in tribunale per un brutto voto – a meno che non ci si trovi di fronte a quei rarissimi casi di totale lapalissiana incompetenza (e sono davvero rarissimi), è la cosa più stupida che si possa fare, oltre che la più dannosa: quella che minate non è solo la fiducia in quell’insegnante ma più in generale verso il mondo adulto e quindi, sebbene se non ve ne accorgiate subito, anche verso di voi. —
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