Preside le paga lo stipendio e la prof resta

Nel Pordenonese precaria pronta a rinunciare alla cattedra: da mesi senza retribuzione. L’aiuto la convince a rimanere
SCUOLA:STUDENTI IN CLASSE E GENITORI FUORI DALLA SCUOLA.ATT.PEREGO - SCUOLA ELEMENTARE DI VIA NOE - Fotografo: FOTOGRAMMA
SCUOLA:STUDENTI IN CLASSE E GENITORI FUORI DALLA SCUOLA.ATT.PEREGO - SCUOLA ELEMENTARE DI VIA NOE - Fotografo: FOTOGRAMMA

PORDENONE. «Pago io il tuo salario ma resta in cattedra». Una storia da libro “Cuore” nel terzo millennio: capita in una scuola della Pedemontana pordenonese, a Montereale Valcellina dove la dirigente dal cuore d’oro ieri ha aperto il portafoglio per aiutare una maestra precaria che è senza salario da sessanta giorni. «Un caso straordinario che vale la pena conoscere per il grande cuore del capo di istituto – il sindacalista Flc-Cgil Giuseppe Mancaniello è sempre vicino ai precari –. Il suo gesto è un segno di speranza».

Da due mesi le risorse non arrivano da Roma a tante scuole come Montereale Valcellina, Maniago, Meduno, Aviano e Bassa pordenonese.

«Non posso continuare a insegnare lontano da casa con 10 euro – ha spiegato la maestra supplente allo sportello sindacale –. La benzina costa e percorrere 60 chilometri al giorno da Pordenone è troppo oneroso. Non ce la faccio: devo pagare un mutuo e quindi rinuncio alla supplenza di 15 ore di lezione settimanali. Rinuncio alla supplenza». Invece no. La dirigente si è messa di traverso all’ipotesi di rinuncia al lavoro della docente, che ha un credito di circa 1.600 euro che lo Stato non paga. Risultato: tanta commozione a scuola e la supplente ha fatto retromarcia.

La proroga dell’incarico a tempo determinato è stata accettata e una ventina di alunni nel comprensivo di Montereale Valcellina non resteranno senza maestra. Grazie a una dirigente davvero speciale che difende il fattore umano, come pochi.

«I soldi potrebbero arrivare entro fine novembre – è l’ipotesi del sindacalista Flc-Cgil Giuseppe Mancaniello –. Tanti precari vivono una situazione drammatica: lavorano e non sono retribuiti. Le bollette e mutui non aspettano i tempi tartaruga del ministero dell’Istruzione. Per fortuna esistono ancora persone speciali come la dirigente che ha anticipato i salari alla maestra precaria».

Tra i precari c’è chi chiede prestiti agli amici e parenti per pagare le bollette, o chi si rivolge al sindacato e anche agli sportelli di credito. «Sotto l’albero di Natale 2018 non ci saranno regali – prevedono alcuni supplenti di Pordenone – solo precarietà». Il problema riguarda soprattutto la platea dei “supplenti brevi”: centinaia nelle scuole friulane. Tanti arrivano dal sud e le graduatorie delle scuole sono esaurite: i dirigenti a volte cercano supplenti per una settimana senza esito.

A lasciare i precari senza retribuzione, ci sono problemi burocratici e finanziari: da una parte l’amministrazione dello Stato che forse non programma in velocità il fabbisogno occorrente per assicurare la regolarità dei salari dall’altra le segreterie scolastiche sottorganico, che fanno i salti mortali per inserire i dati degli assunti.

«A pagare sono i più deboli – dicono allo sportello sindacale confederale –. La busta paga dei supplenti insegnanti, bidelli, tecnici e amministrativi rischia un ritardo di tre mesi. Alcuni precari che sono arrivati da altre regioni hanno acceso dei “pagherò” per l’affitto e le bollette». Non a Montereale Valcellina.

 

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