Cavallo scappa da un recinto e muore travolto da un furgone

POZZUOLO. Un cavallo è stato investito venerdì 28 settembre da un furgone Mercedes bianco a Pozzuolo, lungo la Sr 353, davanti al centro commerciale San Marco: nell’impatto l’animale è morto e il mezzo ha riportato danni, ma il conducente, che è residente a Martignacco e che viaggiava sul veicolo aziendale, per fortuna è rimasto illeso.
Alcuni ragazzi della comunità rom, da parecchi decenni insediata nei pressi, hanno raccontato di aver invano cercato di fermare Linux – questo il nome del cavallo, che aveva 21 anni –, che avevano visto scappare dal recinto e dirigersi verso la ex statale. Uno dei giovani inseguitori era perfino caduto a terra escoriandosi il volto e le braccia, nell’inutile corsa.
Infatti l’animale, giunto sul ciglio della strada, è stato urtato alla testa dal mezzo, che procedeva dalla direzione Mortegliano verso il centro di Pozzuolo. Con lo specchietto laterale frantumato e il cristallo del finestrino anteriore sfondato, il Mercedes è stato bloccato poco più avanti dal guidatore, che è sceso per tornare indietro a portare soccorso all’animale, per il quale però non c’era più nulla da fare.
L’inusuale e toccante scena del quadrupede riverso sull’asfalto, privo di vita, è stata notata dai molti passanti, che hanno dovuto rallentare in quanto una metà della carreggiata era occupata dalla carcassa dell’equino e dai mezzi della polizia locale dell’Uti del Friuli centrale, i cui agenti hanno provveduto a rilevare i dati utili per risalire alla responsabilità dell’accaduto e a regolare la viabilità.
Sul posto è intervenuto un veterinario dell’Asuiud, che ha potuto visionare il “passaporto” del cavallo (documento per i capi nati prima della promulgazione della normativa istitutiva del microchip), dalla cui descrizione nonché dall’ispezione della carcassa – in particolare dallo stato della dentatura – il funzionario ha potuto verificare che si trattava proprio di Linux.
Grande il dispiacere nel piccolo villaggio rom, dove il contatto con gli animali – e in particolare i cavalli – costituisce un’abitudine tradizionale ancora molto amata. Linux era «a fine carriera», come lo ha definito uno dei ragazzi, ma da poco era arrivato al campo, salvato dal macello, ed era curato da una giovane che spesso usciva in sella al vecchio quadrupede per passeggiate nei dintorni.
Riproduzione riservata © Messaggero Veneto








