L’Offma di Moruzzo scherma dal vento il telescopio più grande al mondo

Schermare il vento di un telescopio non è mai un’impresa semplice, se poi il telescopio è il più grande al mondo, l’impresa diventa unica. Il telescopio in questione è quello che l’Osservatorio europeo australe (Eso) sta costruendo in Cile: il diametro di apertura sfiora i 40 metri e l’area di osservazione raggiunge i 978 metri quadrati. A dotare del sistema antivento (Windscreen) il “mostro” che potrebbe svelare altri segreti dell’universo, sarà l’Offma di Moruzzo. L’azienda meccanica fondata nel 1969 da Cornelio D’Agosto che sta passando il testimone ai figli Ivan e Cristian.
Tecnici e ingegneri sono già al lavoro, mettere a punto il «sistema intelligente che lavorerà in sincronia con il telescopio Elt (Extremely large optical/infraret telescope), schermandolo dalle vibrazioni indotte dal vento». Le parole del direttore dell’azienda, Nicola Santangelo, trasmettono entusiasmo, lo stesso che accompagna lo staff nella progettazione dei quattro pannelli in alluminio larghi 40 metri e alti 12. Il gruppo studia ogni sfumatura anche del sistema di argani per il sollevamento dei mega pannelli e la regolazione della posizione compreso il sistema di automazione che dovrà garantire le manovre. L’obiettivo è rendere possibile l’inseguimento sincronizzato per l’osservazione delle stelle. Inutile dire che si tratta di metodi basati sulla fluidodinamica ecco perché l’Offma ha coinvolto nell’impresa pure il dipartimento di Architettura e ingegneria dell’università di Udine. I professori di Tecnica industriale Stefano Savino e Giulio Croce «simuleranno l’azione transitoria del vento e i suoi effetti dinamici sul sistema. La progettazione, la costruzione, il montaggio e il collaudo – aggiunge Santangelo – saranno eseguite direttamente dal personale Offma». Sarà un sistema made in Friuli.
La Offma ha ricevuto la commessa di oltre due milioni di euro da Astaldi, l’azienda capofila del consorzio di ditte italiane di cui fa parte anche la Cimolai di Porcia e la Eie (progettista). Il Consorzio ha vinto la gara internazionale dell’Eso (l’European Southern Observatory), una sorta di Cern dell’astronomia, composto da 15 paesi in maggioranza europei che gestirà E-Elt e.
Nei giorni scorsi, una delegazioni di tecnici europei ha messo a punto gli ultimi dettagli nello stabilimento Offma di Martignacco. La costruzione del sistema di schermatura del vento del più grande occhio rivolto nell’universo, sarà pronto tra un anno. Il montaggio sarà eseguito nell’altro stabilimento della Offma, quello di San Giorgio di Nogaro. Una volta testati, i due grandi pannelli con l’attrezzatura saranno caricati sulla nave che li porterà in Cile. D’Agosto, classico imprenditore partito dal nulla, è orgoglioso di questa commessa: «Avrei voluto contribuire alla costruzione delle torri gemelle a New York», rivela non senza ripetere che la sua azienda è coinvolta nella costruzione del telescopio più grande al mondo. «L’ingegno e la voglia di fare sono il motore per fronteggiare un mercato sempre più complesso», commenta l’imprenditore nel dirsi convinto che questo è il frutto «dell’esperienza maturata in 60 anni di attività». In questi giorni resi bollenti dalla calura estiva, D’Agosto presidia il capannone semivuoto, «sono tutti in ferie» fa notare prima di aggiungere: «Il sistema di schermatura del vento sarà al 100 per cento made in Friuli anche se abbiamo l’obbligo di acquistare le materie prime in Germania, Svezia e Portogallo». In alcuni dei 15 Paesi coinvolti nel progetto.
La Offma conta 40 dipendenti e un volume d’affari annuo di 15 milioni di euro. È un’eccellenza friulana che porta il saper fare nel mondo. «Far parte di un progetto prestigioso come l’Elt – continua D’Agosto – premia la nostra professionalità che mettiamo al servizio della scienza e dell’astronomia osservativa moderna». Il telescopio entrerà in funzione nel 2024. —
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