Udine, il partito del “No” spopola in Internet già seimila adesioni per bloccare le auto in centro storico

UDINE. Una petizione online capace di raccogliere quasi 6 mila adesioni in pochi giorni e le 200 magliette gialle con lo slogan “Senza auto ci guadagnano tutti” andate esaurite nel giorno del debutto, obbligando i promotori a una scontata ristampa.
Numeri (forniti dall’associazione Fiab Abicitudine) che danno la misura di quanto nel capoluogo sia consistente il partito del “No” alle auto in centro storico e che confermano come, a pochi giorni dalla riapertura al traffico veicolare, la pedonalizzazione o meno del “cuore” cittadino sia tutt’altro che un dibattito per pochi.
Una discussione pubblica inevitabilmente bipartitica (tra favorevoli e contrari), con un plebiscito pro-auto tra i commercianti di via Mercatovecchio, eppure un denominatore comune tra le due fazioni lo si trova comunque: sia chi “vota” per un centro pedonale, sia chi sostiene il traffico libero dice basta alle vie di mezzo.
«Io ho il negozio in via Manin, vivo in via Manin e non ho la patente, per me cambia poco - avverte Laura, titolare del negozio “Il Riccio e la mela”, mentre sistema una cassetta di fagiolini - e anche parlando di affari, in questi mesi con le telecamere a caccia degli automobilisti disobbedienti, ho notato poche differenze. Per me è giusto cercare soluzioni che facciano il bene della città, ma sono contro le vie di mezzo: o pedonale o accesso libero».

Mentre sotto porta Manin scorre un flusso di auto tale da far pensare a qualche esercente che i divieti nella Ztl siano già decaduti, poco più avanti la cioccolateria “Tesori Fondenti” si tinge di giallo: quello delle magliette realizzate da Fiab per ribadire la contrarietà alle auto nel cuore di Udine.
«Sono vent’anni che se ne parla e si è sempre deciso di non decidere - sbotta Barbara Motta, vicepresidente di Fiab Abicitudine, mostrando con un sorriso la T-shirt fresca di stampa -. Queste? Le regaliamo agli esercenti che la pensano come noi. Agli altri chiediamo solo un contributo simbolico.
Abbiamo cominciato a distribuirle questa mattina (ieri, ndr), adesso è mezzogiorno e siamo già obbligati a fare una ristampa, perchè le 200 che avevamo ordinato sono ormai finite. E sono in tanti anche quelli che hanno asottoscritto la nostra petizione su Internet (all’indirizzo https://chn.ge/2jtdTS6): abbiamo superato le 5.900 adesioni in pochi giorni. Evidentemente a più di qualcuno sta a cuore la nostra città».
Pensieri condivisi in strada, con i tanti ciclisti che si godono la città. Tanti sono stranieri: «Bravi, andate avanti, i centri delle città non devono essere ostaggio del traffico», ripete un turista mostrando orgoglioso il volantino della passeggiata collettiva organizzata per mercoledì 31 luglio (giorno prima della riapertura alle auto voluta dalla giunta Fontanini) dalla sezione udinese della Federazione italiana amici della bicicletta.
Qualche passo ancora e in piazza Libertà la tappa al Bar Americano è d’obbligo. Al suo solito posto, indaffarato con i clienti, c’è Renato. «Siamo a Udine, comunque si decida ci sarà sempre da discutere - strizza l’occhio mentre prepara due spritz -. Per me cambia poco, l’importante è che si facciano le cose per bene, con logica e buon senso».
Tornando all’aperto incrociamo Angelo Bullo, il pittore delle piazze. La Loggia del Lionello e il castello sembrano riflettersi nel quadro che sta dipingendo. «Dipingo Udine senza auto? Vero, ma mica sono contrario. Sulla riapertura del centro ho una mia idea: sosta gratuita di 30 minuti da qui a piazza San Cristoforo e un vigile fisso a controllare. Il commercio e i commercianti vanno comunque tutelati».
Entriamo in via Mercatovecchio e la chiusura al traffico sembra un’apparenza. Le auto circolano, i furgoni anche, gli stalli riservati agli aventi diritto sono quasi pieni. E le biciclette schivano il traffico, seppur leggero. «Fino ad ora si è deciso per la confusione - allarga le braccia da dietro il bancone Andrea Sabbadini, gestore del Bar Ambarabà -. Il primo agosto si riapre alle auto, bene, sono curioso di vedere come va.
Per me è giusto provare, ma bisogna decidere: per me ò è bianco o è nero, o pedonale o traffico libero. E poi basterebbe pedonalizzare solo via Mercatovecchio, sempre a patto che la si attrezzi con gusto, rendendola vivibile per il cittadino e funzionale a determinate iniziative. E si potrebbe tranquillamente eliminare da qui anche i bus, palesemente sotto utilizzati».
Riproduzione riservata © Messaggero Veneto









