All’Oasi di Fagagna sono nate 50 cicogne

Numeri da record. Alcuni esemplari hanno giù cominciato a volare e a lasciare il nido. Ad annunciare il “baby boom” il presidente dell’Oasi Enzo Uliana: "Le uova hanno cominciato a schiudersi da maggio in poi e tre devono ancora aprirsi"

FAGAGNA. Boom di nascite all’Oasi dei Quadris. Secondo le stime dei volontari che la gestiscono, i nuovi nati tra le cicogne di Fagagna sarebbero almeno una cinquantina, un numero molto alto soprattutto se paragonato a quello registrato negli ultimi anni quando le nascite si fermavano a quota 30. Ad annunciare il “baby boom” il presidente dell’Oasi Enzo Uliana.

«Le uova hanno cominciato a schiudersi da maggio in poi e tre devono ancora aprirsi – spiega Uliana –. Dei giovani pulli 35 sono già stati inanellati: si tratta di quelli che si trovano nei nidi più facilmente raggiungibili grazie alla nostra piattaforma. Gli altri sono collocati in nidi molto più alti o vicini ai tralicci dell’alta tensione e saranno registrati in un secondo momento. Nei nidi non accessibili, secondo una prima stima, ci sarebbero in tutto 15 pulli». Alcune giovani cicogne hanno già cominciato a volare e sono in grado di lasciare il nido.

«Le coppie che hanno realizzato questo record sono 28 – prosegue Uliana –, si tratta di esemplari che abbiamo liberato negli anni e che, anziché migrare in altre zone d’Europa, hanno deciso di stabilirsi sul territorio fagagnese». Quanto alla migrazione che avviene ogni anno, tra fine agosto e settembre, tra i nuovi nati ce ne sarà qualcuno che potrebbe lasciare l’Italia ma questo lo si vedrà più avanti.

Tra le coppie che hanno nidificato intorno all’oasi ve ne sia anche una migratrice ovvero composta da cicogne che provengono da un altro paese e che hanno deciso di stabilirsi qui per le favorevoli condizioni del posto». Intanto a Fagagna ha fatto ritorno uno dei due maschi che nelle scorse settimane aveva fatto parlare di sé per aver costruito il nido in provincia di Pordenone, a Valvasone. «Si tratta di una delle cicogne liberate nei mesi scorsi ai quali i bambini che avevano partecipato al giorno della cicogna avevano assegnato il nome di Vegeta.

Del compagno di nido invece – riferisce ancora Uliana –, Filippo, abbiamo perso le tracce». In crescita, dopo la schiusa delle uova ma in linea con gli scorsi anni, anche la popolazione degli ibis eremita: «Sono 32 i nuovi nati nella colonia libera e 10 quelli nati nella colonia in voliera. Di questi ultimi, 4 sono già stati prelevati e affidati alle cure di due studentesse dell’Università di Napoli e di Modena per il progetto di imprinting realizzato grazie alla collaborazione tra Oasi e Università di Udine».

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