Trovato a Salerno, Alvin è tornato a casa

FAGAGNA. Tra i viaggiatori bloccati dai pesanti ritardi dei treni, causati dal gelo delle scorse settimane, c’era anche Alvin, un giovane ibis eremita recuperato in provincia di Salerno che, nonostante un viaggio infito e una lunga serie di contrattempi, è riuscito a far ritorno all’Oasi dei Quadris di Fagagna, da dove era partito. «Alvin è un giovane ibis eremita, specie molto rara e in via di estinzione, nato nell’Oasi nella primavera dell’anno scorso – spiega Dima Lauzzana, volontaria dell’Oasi –. A metà settembre, con altri 23 suoi coetanei, è partito verso Sud. Lungo il percorso lo stormo di ibis si è poi frammentato: alcuni sono rimasti in gruppo, altri hanno proseguito per conto loro. Tra i “solitari” c’era Alvin, che è stato rinvenuto in un’azienda agrituristica in territorio salernitano il 2 ottobre 2017, in gravi condizioni dopo essere stato colpito a un’ala da pallini da caccia. Alvin è stato portato nella clinica del dipartimento di medicina veterinaria del Centro recupero animali selvatici (Cras) di Napoli, dove il personale è riuscito a salvargli la vita con un’operazione tempestiva, ma non a salvargli l’ala: Alvin non può più volare».
Finita la convalescenza, ma ancora troppo debole per affrontare un lungo viaggio di ritorno, Alvin è stato sistemato insieme a Bob, un altro dei fuggitivi recuperato, in una voliera dell’Oasi Wwf Lago di Conza (Avellino) fino a quando, ristabilitosi completamente, è stato per il rimpatrio. «Così – racconta ancora Dima Lauzzana – in una fredda giornata di fine febbraio io e altri due volontari siamo andati a prenderlo: un viaggio di oltre mille chilometri. Un vero incubo il viaggio di ritorno, con treni in ritardo e poi cancellati a causa della neve: ore al freddo, in mezzo alla confusione, corse tra un treno e l’altro, stazioni sovraffollate o deserte. Un calvario durato ben 24 ore, fino all’arrivo a casa».
Dove Alvin ha potuto finalmente riunirsi alla sua colonia. (a.c.)
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