Parla Illy: "Da vero indipendente se vinco vado nel Misto"

L'ex Governatore del Fvg conferma la linea tenuta nella campagna elettorale per il Senato. «Non c’è vincolo di mandato, ma io sarò anche libero dalla disciplina di partito»
11/03/2014 Roma. Rai. Trasmissione televisiva 2 Next economia e futuro, nella foto Riccardo Illy
11/03/2014 Roma. Rai. Trasmissione televisiva 2 Next economia e futuro, nella foto Riccardo Illy

UDINE. Riccardo Illy non si può cambiare. L’ex governatore si muove, da sempre, seguendo una sua linea e una sua visione politica e non ha intenzione di cambiarla nemmeno oggi che si candida, da indipendente, al Senato con il centrosinistra. Al punto che, se dovesse vincere la corsa nel proprio collegio, a palazzo Madama non si iscriverà al gruppo del Pd, bensì entrerà nel Misto.

Presidente cosa significa la sua candidatura da indipendente?

«La Costituzione italiana non prevede alcun vincolo di mandato e spiega come ogni parlamentare rappresenti la Repubblica. Un indipendente come il sottoscritto, inoltre, non è iscritto ad alcun movimento, non ha tessere in tasca per cui sarà libero anche dalla disciplina di partito».



Quale è stata la reazione del centrosinistra di fronte alla sua posizione?

«Non mi pare una sorpresa. Chi mi ha sostenuto, sin dal 1993, sa bene come ragiono e ho spiegato il mio punto di vista anche nel momento in cui, nelle scorse settimane, mi è stata proposta la candidatura per il Senato. D’altronde quando sono stato eletto, nel 2001, vincendo all’uninominale contro Vittorio Sgarbi, poi, in Parlamento, mi sono iscritto al gruppo Misto, non a quello della Margherita nonostante il più che lusinghiero 21% raccolto dal partito in quota proporzionale.

E una volta a Roma ha sempre votato secondo coscienza. Come nel caso della legge Obiettivo. Ne condividevo le finalità, ma avevo dubbi sulla tenuta ambientale per cui mi sono astenuto invece di votare contro come ha fatto il centrosinistra».

Questo significa che, in caso di elezione, si iscriverà al Misto?

«Penso proprio di sì. Non mi esprimo in maniera definitiva per scaramanzia, ma se dovessi essere eletto mi comporterò come in passato. E di solito nel Misto ci si trova in buona compagnia assieme agli esponenti dell’Svp e a quelli dei gruppi minori».

Scusi presidente, però lei si candida con una coalizione alle spalle...

«Nessuno può candidarsi da solo e pensare di creare un movimento ex novo significa avere percentuali di elezione molto vicine allo zero. Per una singola persona, poi, è francamente impossibile».

Uno dei partiti che la sostiene, il Pd, non sta attraversando un momento facile. Lei come se lo spiega?

«È in una fase complicata dovuta, secondo me, ad alcuni errori che hanno offuscato le tante buone cose, a partire dalla crescita economica, realizzate dai Governi di cui il Pd è stato azionista di maggioranza. La mia candidatura nasce anche per questo motivo: ricucire lo strappo che si è venuto a creare tra il mondo politico e quello sociale oltre che imprenditoriale».

L’ultimo sondaggio la quota ad appena 3 lunghezze da Laura Stabile...

«I sondaggi vanno pesati, ma rispetto alla rilevazione precedente di Repubblica, secondo cui ero staccato di 6 punti, sono in miglioramento. In questo rush finale darò tutto me stesso e sono convinto, con l’appoggio di chi crede in me, di potercela fare».

Un’ultima domanda: può spiegare il significato del suo slogan evoluzione condivisa?

«Evoluzione nel senso di progresso, di crescita e penso, ad esempio, alle energie rinnovabili la cui implementazione non rimanda soltanto alla tutela ambientale, ma significa pure economia visto che costeranno sempre di meno, mentre quelle a carbon fossile sempre di più. Condivisa perché vuole rappresentare un sistema a metà tra la democrazia rappresentativa, dove un parlamentare una volta eletto poi scompare per 5 anni, e quella, un po’ utopistica, della democrazia diretta. Punto a un dialogo continuo, e tra l’altro già avviato, con i cittadini attraverso i social media e il sito internet per mantenere stretti i rapporti tra eletto e cittadini».

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