Cultura, sport e didattica: cosi rinasce l’ex Cantore

TOLMEZZO. Cultura, sport, formazione, impresa, turismo: tutte dimensioni che si contaminano l’una con l’altra nel futuro di Villa Linussio e dell’ex Opificio tessile. Lo studio di fattibilità presentato ieri pubblicamente a Tolmezzo sul riuso dell’ex caserma Cantore vuole infatti rendere quegli spazi vivi, frequentati e vissuti dai cittadini. Da una ferita ancora assai aperta, la chiusura della Caserma, si chiede di innescare, con il supporto di tutti, il riscatto della Carnia, rendere Villa Linussio suo punto di accesso. L’ex area militare, secondo questo studio, può tradursi in un mix di musei, palestre, caffè, microbirrificio, boutique hostel e spazi dedicati alle imprese, alla nuova manifattura (con attività che vanno dall’officina condivisa dedicata alla formazione e a servizi sulle nuove tecnologie alle imprese, dagli atelier per l’artigianato classico al coworking).
Gli spazi
L’area è molto vasta, ben 42.650 mq. Superfici importanti che impongono un loro recupero sia dal punto di vista urbanistico, che per le possibili ricadute sociali e di sviluppo locale per Tolmezzo e la Carnia. Sistemando l’area esterna e abbattendo alcuni edifici minori lo studio prevede interventi su 71.330 metri cubici e una superficie di 18.810 metri quadrati.
I musei
Si immagina un’area espositiva di 6.960 metri cubici a Villa Linussio per ospitare in via prioritaria sedi stabili di possibili musei d’impresa che rimandino alle figure imprenditoriali storiche della manifattura locale: Jacopo Linussio nel ’700 e la storia della manifattura tessile, il pronipote Jacopo Linussio nel ’900, la Lamborghini Sci, Apollo Prometeo Candoni e la storia di Seima Italiana. Museo inteso come strumento di espressione del “saper fare” (impresa) della Carnia e come luogo che attraverso l’interazione e la sperimentazione attivi esperienze di apprendimento e innovazione. Altri spazi per uffici e sedi di enti e associazioni culturali, convegni ed esposizioni temporanee.
Scuola e formazione
Nelle due barchesse posteriori est e ovest si ricavano 38 aule per accogliere scuole già presenti in Carnia, ma anche nuove esperienze come gli Its, Summer school, workshop e seminari.
Anche un “boutique hostel”
Si può trasformare l’ex area camerate in una struttura ricettivo-alberghiera, con 63 camere (11 singole e 52 doppie)per totali 115 posti letto, sul modello dei “boutique hostel”, con formule tipo “short stay apartments”, per soggiorni di breve periodo, che risponda alla domanda di ospitalità generata dalle attività e dagli eventi programmati e costituisca un modello di offerta alberghiera fortemente connotata e distintiva rispetto a quella tradizionale.
Spazi per il tempo libero
Nell’ex area automezzi-officina si prevedono, come chiesto da cittadini, albergatori e associazioni, una palestra polifunzionale e una palestra da roccia al coperto sia per lo sviluppo sportivo-turistico dell’Alto Friuli, che per gli sportivi e le famiglie della Carnia.
Locali di ristorazione
Un ex capannone lascia posto a bar e ristorazione (300 tavoli complessivi), tra cui un microbirrificio, per offrire occasioni di svago e socialità e valorizzare, anche turisticamente, alcune importanti realtà enogastronomiche carniche.
Laboratori per le Imprese
Nelle ex scuderie si ricavano 12 laboratori da 200 mq destinati alle imprese, adattati e rimodulabili ad attività manifatturiere tradizionali e innovative come i coworking.
Servono oltre 15 milioni
Sistemare l’area esterna demolendo e bonificando 6 edifici e 4 tettoie e fare le opere di urbanizzazione costa 1. 000. 000 di euro. L’area espositiva e gli uffici 2. 029. 000. Le 38 aule 3. 920. 000. L’albergo 4. 160. 000. Le palestre 960. 000. Spazio bar-ristorazione 1. 536. 000. I 12 laboratori 1. 575. 000. Realizzare tutto ciò richiede oltre 15 milioni di euro. Tanti, ma necessari e con ricadute sullo sviluppo della Carnia. Reperirli richiede il coinvolgimento e il coordinamento di un gran numero di soggetti privati e di istituzioni pubbliche. Questo luogo simbolico può connettere, in una nuova sfida, cultura e manifattura, pubblico e privato, giovani e anziani, popolazione della Carnia e turisti.
Riproduzione riservata © Messaggero Veneto








